scrivere per vivere vivere per scrivere

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La lettura di tutti i buoni libri è come una conversazione con gli uomini migliori dei secoli andati. (René Descartes) ****************************************************************************************************************** USQUE AD FINEM

martedì 25 agosto 2015

Il post più inutile del mondo



Qualche anno fa ebbi un'esperienza abbastanza dura in carcere. Non da detenuto, ma per motivi professionali, come operatore. Premetto che non ero partito "vergine" in merito a conoscenze e frequentazioni, sono vissuto anni nel centro storico di Genova e ho frequentato in gioventù ragazzi che hanno preso la deriva. Subito dopo decisi di mettere su carta le mie esperienze. Un diario? Naa, non è nel mio stile. Un breve resoconto? Nemmeno. Allora decisi di provare a scrivere un romanzo. Ovviamente essendo assolutamente incostante e disordinato persi quasi subito gli stimoli e abbandonai il progetto.
Passarono gli anni e tutto finì nel dimenticatoio. Poi, un bel giorno ripresi in mano un vecchio manoscritto e mi misi al lavoro su quello, in questo caso portai a termine la cosa sino al punto che, dopo molte peripezie, riuscii a coinvolgere un editore e lui, bontà sua, mi diede fiducia, quindi se tutto andrà bene a breve uscirà un bel romanzo che spero possa piacere agli altri tanto quanto è piaciuto a me che l'ho scritto. Nel frattempo sto completando il secondo romanzo ricavato dai tanti manoscritti iniziati e lasciati lì a raccogliere polvere. 
Questa mattina, scartabellando vecchi file, mi capitano sotto gli occhi alcuni capitoli della storia carceraria, ovviamente scritti di getto e mai editati. Una storia che non ha nulla a che vedere con il romanzo che uscirà, ne nei contenuti e tanto meno nel tipo di narrazione. Ebbene, vi propongo un brevissimo brano. La domanda che pongo a tutti è questa: può piacere una storia di malavita e carcere? Vi sembra che possa essere gradevole come è impostato lo stile narrativo? Dite la vostra liberamente senza paura di offendermi perché tanto si tratta di una bozza scritta di getto, non rifinita e non corretta, in cui tutto deve ancora essere definito. Grazie a chi avrà la bontà di lasciarmi un'impressione.

  ... Mentre scendo le scale del terzo piano della Seconda Sezione, la sezione dei già condannati, quelli che devono soltanto scontare la pena, incontro i detenuti che tornano dai "passeggi". Uno di loro passandomi accanto mi stringe il braccio guardandomi  intensamente, dura un secondo, tira diritto e si volta solo una volta, fa un cenno con il capo come a volermi ricordare che mi conosceva, una specie di segnale di intesa. Non è mai bello se accadono cose del genere. Inopportuno, assolutamente fuori luogo, ma soprattutto pericoloso. Il tipo si chiama Manuel, un quarantenne dal fisico asciutto, braccia definite con muscoli tonici ricoperti di tatuaggi e camminata leggera, quasi felpata, tipica di coloro che fanno sport e sono abituati a correre. Il suo sguardo mi lasciò un senso di inquietudine, non di paura. Quegli occhi con sotto disegnata una lacrima dall'inchiostro sbiadito presagivano guai in arrivo. Effettivamente lo conosco di vista, ai suoi tempi bazzicava nel quartiere di Bolzaneto, girava voce che fosse affiliato alla famiglia dei Corsucci, 'ndranghetisti di Taurianova che facevano affari a Genova con un paio di cementifici a coprire spaccio e bische clandestine. Sta di fatto che si era beccato 12 anni per aver sparato 4 colpi di pistola ad un albanese in un bar del centro, ammazzandolo senza una parola, così in pieno giorno. Un personaggio tosto Manuel. Era dentro come un detenuto comune, in qualche modo era riuscito ad evitare l'accusa di associazione mafiosa. La cosa era parsa strana persino ai giudici, evidentemente compiere un atto così eclatante alla luce del sole era un atto dovuto. Quando "qualcuno" ti chiede di fare certe cose non è possibile dire di no. Corri i tuoi rischi con la legge perché fa parte del codice morale del criminale accettare di annullare la tua vita per il bene della "famiglia"...


© 2015 di Massimiliano Riccardi

48 commenti:

  1. Ciao Max,
    allora... come prosegue?
    E' la prima domanda che mi viene in mente perchè a questo punto non si saase:
    1 il protagonista corre dei pericoli fisici da parte di Manuel
    2 se Manuel vuole qualcosa da lui.
    Si capisce solo che c'è in ballo qualcosa ma non si capisce cosa sia. Quindi la curiosità del lettore mi pare proprio stimolata.
    Oltretutto, per i lettori curiosi (normalmente i lettori lo sono tutti ma qualcuno ancora di più) entrare in un mondo che è così fuori dal proprio mondo (il carcere) è un altro stimolo a proseguire la lettura.
    Si legge di cose che si conoscono per avere forse delle conferme ma leggere di cose di cui siamo all'oscuro è molto più invitante.
    Io sono disposta a leggere perchè, ripeto, la mia curiosità è stuzzicata. C'è un carcere, ci sono detenuti, cose poche chiare,
    tante domande che nascono spontanee dopo questo paragrafo e quindi sì! Leggo volentieri!
    Sullo stile poi direi che è accattivante. Tenuto conto che è scritto di getto, penso che non abbia nemmeno bisogno di grandi ritocchi,

    ps post inutile perchè?????

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    1. Ciao Patricia, sono contento della tua valutazione. Sì, ti garantisco che quello che potrei mettere nel romanzo, mascherandolo mooolto bene è veramente niente rispetto alla realtà tremenda di quel posto. Credo che ci penserò su davvero, magari questo inverno ne cavo qualcosa. Un bacione.

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  2. Il genere criminale carcerario ha a mio avviso un potenziale enorme, basti pensare agli splendidi Animal Factory o Little boy blue di Edward Bunker, che però il carcere se l'è fatto davvero, e anche parecchio :)

    Quindi io persisterei se fossi in te, il brano è troppo breve per farsi un'idea ma l'argomento è sicuramente interessante.

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    1. Grazie Firma, magari prima o poi mi ci metto davvero.

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  3. Non credo che un romanzo di tipo carcerario abbia il potere di attrarmi. Certo, non mi ci tufferei come Winnie-the-Pooh sul miele. Ma il romanzo che sta per essere pubblicato? Hai già proposto un'anteprima sul blog?

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    1. Aggiungo: non avrebbe il potere di attrarmi se fosse di stampo puramente realista, da cronaca giudiziaria o reportage giornalistico. Certo se nel carcere accadessero cose davvero molto strane, completamente fuori della norma, allora potrebbe anche interessarmi.

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    2. Immaginavo, lo so io che cosa potrebbe attirare il tuo palato di lettore ghiottone. In merito al romanzo in uscita, no, non credo che metterò qualcosa sul blog, se non la notizia che è uscito.

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  4. Direi che per il genere carcerario c'è sempre spazio, così per tutti i romanzi ambientati entro spazi limitati e che, di conseguenza, sono sviluppati molto sulla caratterizzazione dei personaggi. Non è facile scriverli ma mi sembra, dal brano che hai riportato, che tu abbia il talento che serve. Vai così. Semaforo verde.

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    1. Grazie Obsidian, ho riletto altri brani qua e là e in effetti potrebbe uscirne qualcosa di buono.

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  5. Come inizio è intrigante, con queso incontro fugace e qualche sguardo a bloccare la scena. Poi tutto dipende da come prosegue: io sono per i gialli / polizieschi introspettivi, quindi una narrazione tutta muscoli e coltelli non mi attrae più di tanto. Vediamo qualche altra pagina.

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    1. Ciao Juan, no non sarebbe tutto muscoli e coltelli. Vecchi segreti che tornano a galla e che trascinano il personaggio principale ben inserito nella società in un vortice di cose oscure.

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  6. L'intento è usare il materiale raccolto per ricavarne un romanzo, o hai intenzione di dare un taglio più documentaristico?
    Un po' di anni fa ho collaborato - per amicizia, senza altri motivi e senza effettive competenze specifiche - alla revisione di un libro ricavato da un'esperienza di due cari amici nel carcere locale: loro hanno organizzato un corso di scrittura e alcuni ospiti della struttura hanno partecipato. L'esperienza è stata d'impatto e di grande crescita personale, per tutti.
    Le difficoltà nel mettere insieme il materiale, risolte brillantemente da Fabio (amico scrittore), sono state molte: dal dare un senso unitario alle esperienze e agli scritti dei partecipanti (alcuni non italiani, con difficoltà oggettive di lingua) senza snaturare nulla, al "pulire" alcune parti magari troppo polemiche, e via così.
    Il risultato è stato incredibile, buona l'accoglienza. Non si è andati oltre per motivi di diritti ecc. Ovvero ad oggi non è praticamente possibile averne una copia. Un peccato, gran peccato.
    Quindi, credo che l'interesse possa esserci sempre.

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  7. Ciao Glò, no nessun taglio documentaristico, voglio scrivere nello stile del noir vero e proprio. carcere, criminali, città vista nelle zone d'ombra e racconto di cose turpi e truci necessariamente romanzate. Bassifondi, angiporto, anime perse e anime fragili. Dove il riscatto e solo una chimera. Vero, raccontando cose "verosimili".

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    1. Be' il noir va molto bene come genere! Non indugerei, quindi ;)

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    2. Ecco Massimiliano! E' quello che cerco io nei libri. Storie legate al nostro ambiente. Sono stufa di americanate. Voglio un mondo vicino al mio anche se non conosco nè carcere nè carcerati.
      Sì,, confermo l'ok!

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    3. Grazie Glò, un ulteriore incitamento a proseguire, con i miei tempi biblici ovviamente, nella scrittura sono un diesel: lento ma inesorabile.

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  8. Patricia, se tutto va bene riuscirò a sorprenderti. Se esce il mio romanzo ti manderò una nota privata per spiegarti meglio. Alle volte le storie più dure da raccontare devono essere decontestualizzate per non far impazzire lo scrittore.

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  9. Si, le storie di vita vissuta mi sono sempre piaciute soprattutto quelle che in qualche modo mi possono toccare.
    Complimenti Massimiliano.

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  10. Grazie Sergio, in fondo si racconta come si può, tu lo fai con l'obiettivo della macchina fotografica e molto bene direi.

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  11. Già da quello che hai scritto, io lo leggerei

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    1. Wow, grazie Azzurrocielo. A questo punto mi ci metterò.

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  12. Qualsiasi tema narrativo può essere interessante se aiuta a scoprire uno spaccato di vita e di mondo che ci sfuggiva. Spesso si viene attratti proprio da storie ambientate in contesti a noi sconosciuti e io, per dire, in carcere non ci sono mai stato neppure come volontario o visitatore, quindi scoprirei una dimensione a me ignota. Poi, ovvio che la storia deve saper interessare, ma qui entriamo nello stile che è tutt'altro settore della scrittura.

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  13. Ciao Ariano, grazie per la visita e per il bel commento. Guarda la combinazione, sto leggendo stasera di quel gran figlio di notai dell'Andrea che si è messo a fare l'investigatore. Hai una scrittura molto vivace e accattivante. Sei bravo.

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    1. Confermo le tue impressioni sulla scrittura di Ariano! Conosco anch'io bene la sua scrittura e ti assicuro che una volta entrato nel suo mondo tutto scorre che è una bellezza. Certo Andrea Arcani è un personaggio sopra le righe, ma vale pena conoscerlo.

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    2. Caro Juan siamo sulla stessa lunghezza d'onda.

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  14. Secondo me non è il tema, ma il personaggi che fanno il dramma, così come sosteneva Pirandello. Dunque se hai sei personaggi forti da mostrare puoi anche parlare di cose apparentemente noiosissime. Prendi la politica, è di una noia mortale, ma molti la seguono per la forza dei personaggi, perché sono folcloristici o hanno cose da dire, però poco si parla di politica in senso effettivo, dibattere cioè sugli effetti che certe decisioni assunte hanno avuto e hanno sulle nostre vite (per esempio che paghiamo ancora le accise per guerre lontanissime, tipo quella d'Abissinia!) Circa un anno fa ho letto Il Re Pallido, un romanzo incompiuto di David Foster Wallace il cui tema era la burocrazia ed infatti gran parte della storia era incentrata sull'esperienza (vera) dell'autore il quale ha lavorato presso l'agenzia delle entrate americane prima di diventare uno scrittore di successo. Sebbene molti passaggi siano veramente difficili da digerire, ce ne sono tanti altri che ho divorato, semplicemente perché la forza di certi personaggi e o di certe riflessioni (l'Io narrante sa essere un personaggio strepitoso a volte) mi ha insegnato molte cose su un mondo che è fondamentalmente in teoria molto distante dal mio modo di sentire, in pratica molto vicino perché la burocrazia può anche avere un effetto devastante sulla vita delle persone.

    Tornando al tuo tema, se ti può interessare, sul mio blog ho rielaborato l'esperienza vera di un uomo che negli anni '90 ha fatto il Servizio Civile nelle carceri di Caltanissetta. Tra i vari post che ho scritto è stato uno dei più riusciti. Su larga scala questo non è un dato significativo: su piccola scala, invece, conferma le premesse di cui parlavo prima: la forza del personaggio può mostrare un tema spinoso e difficile in modo appassionate. E penso che appassionare un lettore sia poi la cosa più bella per uno scrittore.
    http://prince-johnny.blogspot.hu/2015/01/sandokan-esco-fuori-ma-non-evado.html

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    1. Ciao Prince, grazie della visita. A proposito, come sta il Marchese? Ti ringrazio per il commento e i preziosi consigli. Leggerò il tuo post. Se davvero riuscissi a cavarne un romanzo ho raccolto tante di quelle storie criminali vere da farmele bastare per una saga, tutto è buttarle giù. Non sarebbe ambientato solo nel carcere di Marassi, ma anche nei vicoli e nei quartieri della periferia urbana degradata della mia città. Un salutone Prince.

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    2. Il Marchese? Aspetta che adesso te lo passo:
      "A Massimì, mortacci tua, come stai? O voi 'n consiglio? Se sai sonà a ghitara 'nnamo ar Marassi e famo 'nconcerto come quello de Gionni Chesce ar carcere de Foltsome, o' come cavolo se chiama! Ce 'nvitamo pure a'amico mio Antonello. C'o vedi a cantaglie Grazzie Roma e tutti li genoani e li sampdoriani 'a rosicà de ssotto? E se vonno fa quarcosa se beccano pure 'e botte dai guardie! A' Massimì, mo' me ne devo annà, te manno 'nbascione, gajardo come ssempre!".

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    3. Hahaha tu mi fai morire, giorni fa ho messo un tuo post sulla mia pagina facebook, nessuno ha commentato perché è dura nella cerchia delle mie conoscenze commentare certe cose, è dura commentare qualunque cosa comunque per sti paraculi, poi invece di persona ho avuto conferma che parecchi si sono divertiti e hanno capito lo spirito della cosa.

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    4. Be' mi fa piacere e ti ringrazio. Comunque meglio commentare quando si ha qualcosa da dire che commentare a tutti i costi ;)

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    5. Vero, resta il fatto che ti sei ritagliato un ruolo difficile. Dire cose intelligenti e di spessore mettendole in bocca a personaggi che sembrano dei cazzari è arte. Commedia dell'arte allo stato puro. Teatro.

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    6. No, sono gli altri che mi ritagliano un ruolo, mica è colpa mia :P
      Comunque il vero dramma sono i personaggi che sembrano di spessore ma dicono solo cazzate XD

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  15. La tematica è molto accattivante... penso però che sia un argomento molto "abusato"

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  16. Ringrazio l'amico Temistocle che è sempre gentile. Spero che Andrea Arcani ti risulti simpatico, in effetti sono tra i racconti più "leggeri" che ho scritto, ho tentato anche narrazioni più impegnative, probabilmente Andrea Arcani riesce a esprimere al meglio l'adulto immaturo che è in me da quando... sono diventato (teoricamente) adulto ;-)

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    1. Guarda, Temistocle non è gentile... dice la verità. Grazie per avermi permesso di scaricare alcuni dei tuoi lavori gratuitamente.

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  17. E' troppo breve per giudicare, un flash così in mezzo all'azione, senza sapere a che genere appartenga. Ci vorrebbe un qualcosa di più "completo" per me per dare un parere.

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  18. Hai ragione Marco, è una storia criminale, credo che metterò qualche altro brano. Niente di corretto o editato, così tanto per vedere che effetto fa.

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  19. Interessante...anche se si tratta di uno stralcio è comunque in grado di stimolare il lettore a continuare per capire come proceda il racconto....

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    1. Ciao Francy, grazie. Bè tu certi racconti sul carcere li hai sentiti dalla mia viva voce, almeno alcuni. Un bacione.

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  20. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  21. Ciao Massimiliano, capito qui per la prima volta.
    La mitica Patricia ha così ben parlato di te, sono venuta a curiosare.
    Questa cosa del post inutile però .... perché inutile?
    Storia di malavita e carcere, sì, ci sta. Non credo che la gente comune sappia cosa accade veramente lì dentro, potrebbe effettivamente interessare.

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    1. Brava Squitty diglielo pure tu!
      Noi siamo sempre qui con la speranza di leggere un post inutile. Inutile però è la "speranza"! :)

      Max, lo so che tu intendi dire che parli di cose serie cercando di rendere il discorso più leggero, però se cambiassi nome ai tuoi post? Che ne so! Magari.... alleggerendo il discorso 1... :P)

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    2. Grazie Squitty, ma che carina. Ti ringrazio tanto.

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    3. Patricia, mi prendo un po' in giro da solo. Quando pubblico ho sempre paura di apparire come quello che sale sullo sgabello a impartire lezioncine.

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