scrivere per vivere vivere per scrivere

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La lettura di tutti i buoni libri è come una conversazione con gli uomini migliori dei secoli andati. (René Descartes) ****************************************************************************************************************** USQUE AD FINEM

mercoledì 15 marzo 2017

COMUNICAZIONE DI SERVIZIO



Voglio scusarmi con tutti i lettori del blog e con gli amici blogger per la latitanza di questi giorni, purtroppo per motivi legati alla salute di mia moglie continuerò ad essere assente ancora per un po'. Non sono riuscito a trovare stimoli per scrivere alcunché, mi dispiace. Domani lei subirà un piccolo intervento chirurgico e il problema verrà risolto.
A presto, spero già la prossima settimana, con le facezie di "infinitesimale".

Massimiliano

mercoledì 1 marzo 2017

Insieme raccontiamo appuntamento 18



Nuovo appuntamento con l'iniziativa di Patricia Moll e il suo INSIEME RACCONTIAMO.
18° appuntamento



I minuti scorrono, la fine di questo umile raccontino è svelata cliccando sull'ultimo orario di questa azzardata follia cronologica.


L'incipit di Patricia

Battisti nelle cuffiette cantava “c’è un treno che parte alle 7,40...”
Forse non erano proprio le 7,40 però il treno era lì, fermo come un cannibale vorace pronto a inghiottire chiunque gli si avvicinasse troppo. Pauroso, eppure invitante.
Doveva smettere di guardarlo e prendere una decisione. Salire o no?


Il mio finale

Il destino non riguarda i sogni

ore 10
L'orologio della stazione era preciso, lo sapeva, nonostante ciò continuava a confrontarlo con quello da polso.
Ancora niente. Lei non si decideva ad arrivare.
Mesi di preparazione. Un nuovo lavoro, una nuova casa, una vita piena di promesse e speranze.
Dovevano soltanto salire su quel maledetto treno. L'ancona- Chiasso sarebbe rimasto lì fermo ancora per poco, presto sarebbe ripartito. Basilea sarebbe stata l'ultima meta, un posto nuovo dove ricominciare.
ore 10,15
La sera prima, dopo aver fatto l'amore, lei aveva pianto. Aveva paura di lasciare la casa dei genitori. Lui non aveva detto nulla, si era limitato a stringerla forte. Non voleva pensare che quella sarebbe potuta essere l'ultima volta. Soltanto quando l'ebbe riportata a casa le disse un semplice e sommesso: "Ti aspetterò, so che verrai".
ore 10,20
Per tutti l'afa era opprimente, ma lui non riusciva a smettere di sentire freddo. Che sensazione strana in una mattina di agosto. Sapeva che la colpa era del timore che lei non si facesse viva. Si accese l'ennesima sigaretta. Per la prima volta  sentiva che il destino avrebbe giocato in suo favore se solo lei non si fosse tirata indietro. Una nuova esistenza con l'amore della sua vita.
La lancetta dei minuti si muoveva veloce, ogni scatto simile a uno schiaffo in pieno volto. Distolse lo sguardo.
Improvvisamente la vide varcare la soglia della sala d'attesa. Bellissima, radiosa, sorridente. Riflessi dorati le accarezzavano i capelli mentre gli correva incontro. Occhi negli occhi si dissero più di quanto le parole erano mai riuscite a dire. Lui allargò le braccia pronto ad accoglierla. Dio quanto l'amava.




Post scriptum
Chiedo scusa a coloro che possono essere rimasti turbati, mi scuso per il colpo basso e per l'amaro in bocca che posso aver lasciato, io stesso ho riflettuto sull'opportunità di pubblicare una cosa del genere. Oggi non avevo voglia di risultare piacevole per nessuno, mi dispiace. 
Il calcio nelle palle non è per chi ha voluto perdere il suo tempo nel leggermi, è più che altro rivolto a me stesso, nasce dal desiderio di mantenere saldo nella memoria il concetto di quanto l'amore, la vita, ciò che di bello c'è nel mondo, può essere distrutto se si permette all'egoismo di vincere la sua battaglia contro il senso comune di fratellanza. Purtroppo la realtà è sempre più spaventosa di qualunque narrazione, le trame più orribili sono state realizzate senza la carezza e l'afflato amorevole della fantasia e dell'immaginazione. Quei fatti risalenti a quasi quarant'anni fa sono legati indissolubilmente a ciò che attiene al senso critico di ognuno di noi. Le stragi, il terrorismo, la strategia della tensione, l'odio, il razzismo, spesso non hanno una matrice scaturita da chissà quali "massimi sistemi", alle volte trovano terreno fertile nel semplice gesto di girare il capo per non vedere le piccole ingiustizie, dall'indifferenza, dal desiderio di non farci coinvolgere. Osservando ciò che accade ancora oggi in molte parti del mondo, sembra chiaro che l'uomo dal passato non ha imparato nulla.