Buon ferragosto, a quelli che come me lo passeranno al lavoro e
sono comunque contenti di fare la propria parte, a quelli che il lavoro lo
stanno ancora aspettando, a quelli che non ce l'hanno più e guardano al futuro
con gli occhi velati di disperazione, buon ferragosto a chi se ne fotte perché
tanto l'importante è seguire la squadra del cuore. Buon ferragosto a chi vive
la vita seduto davanti ha un PC giudicando il mondo e non si è ancora sporcato
le mani con la vita, quella vera. Buon ferragosto a tutti, belli e brutti,
perché un augurio, come il saluto, non si nega a nessuno. Buon ferragosto alla
mia città, devastata dalla disoccupazione, con le fabbriche chiuse, con le
alluvioni cicliche e le buche nelle strade che sembrano scavi archeologici, che
è Superba solo perché ce lo dicono gli altri. Buon ferragosto a chi guarda i
propri figli e tira dritto stringendo i pugni, per loro. Buon ferragosto a chi
ha pietà per quelli che pietà non hanno. Buon ferragosto alla vita, anche se
alle volte ci sorride beffarda. Buon ferragosto a me che a un'ora dallo
scrivere tutta questa riga di cazzate sarò con i miei pazienti cercando di
trasmettere una forza che talvolta nemmeno io ho.
Per concludere questa divagazione da
sindrome bipolare vi lascio in omaggio un mio articoletto scritto nel 2009.
Buon
ferragosto.
"Il mattino ha l'oro in bocca, dice il Prete rosso, questo è senza ombra di dubbio vero.
Il Re si sveglia presto, di proposito. La corte lo segue ligia, lustra, sottomessa, pronta a raccogliere la goccia di bava cadente.
Con lingua nervosa.
Goccia di bava del potente... nettare per il sicofante.
Non sottovalutate il Re, egli non dorme mai, non ozia come noi, lavora, prepara. Udite lo stridore dei meccanismi surriscaldati dal troppo lavoro. E' in arrivo l'era luminosa, non ci sono più poteri oscuri, non c'è più tirannia violenta... siamo liberi, liberi...liberi di fregarcene altamente. L'era dell'accidia, dove tutto scorre sotto i nostri occhi, dove le chiacchiere sulla giustizia e la liberta, si interrompono per via della pubblicità. Dove mentre parlo di ideali mi viene in mente... nulla... non mi viene in mente nulla.
Però è cosi consolatorio pensare di avere dei valori, mentre si vivono le stesse cose di tutti gli altri, mentre si cercano i benefici che cercano tutti gli altri, mentre si cerca l'approvazione come tutti la cercano, mentre si predica bene e si razzola male.
Questa è la nuova corte, non più pretoriani armati, non più guerrieri spietati pronti a difendere il Re nero, ma una moltitudine di chiaccheroni con in mano una birra e l'altra mano sui coglioni.
Faremo muro. Infrangibile. Il muro della finta partecipazione. Solidissimi mattoni di indifferenza a difendere questo potere. E saremo premiati, niente più fruste sui nostri dorsi, ma partite di calcio a tre euro, tv 24 ore su 24, blockbuster sempre aperti, rate e mutui per tutte le tasche. La rivolta è stata sedata, non a raffiche di mitra ma a colpi di consigli per gli acquisti. Non si può uccidere il Re, perché il Re vive in noi."
Il Re si sveglia presto, di proposito. La corte lo segue ligia, lustra, sottomessa, pronta a raccogliere la goccia di bava cadente.
Con lingua nervosa.
Goccia di bava del potente... nettare per il sicofante.
Non sottovalutate il Re, egli non dorme mai, non ozia come noi, lavora, prepara. Udite lo stridore dei meccanismi surriscaldati dal troppo lavoro. E' in arrivo l'era luminosa, non ci sono più poteri oscuri, non c'è più tirannia violenta... siamo liberi, liberi...liberi di fregarcene altamente. L'era dell'accidia, dove tutto scorre sotto i nostri occhi, dove le chiacchiere sulla giustizia e la liberta, si interrompono per via della pubblicità. Dove mentre parlo di ideali mi viene in mente... nulla... non mi viene in mente nulla.
Però è cosi consolatorio pensare di avere dei valori, mentre si vivono le stesse cose di tutti gli altri, mentre si cercano i benefici che cercano tutti gli altri, mentre si cerca l'approvazione come tutti la cercano, mentre si predica bene e si razzola male.
Questa è la nuova corte, non più pretoriani armati, non più guerrieri spietati pronti a difendere il Re nero, ma una moltitudine di chiaccheroni con in mano una birra e l'altra mano sui coglioni.
Faremo muro. Infrangibile. Il muro della finta partecipazione. Solidissimi mattoni di indifferenza a difendere questo potere. E saremo premiati, niente più fruste sui nostri dorsi, ma partite di calcio a tre euro, tv 24 ore su 24, blockbuster sempre aperti, rate e mutui per tutte le tasche. La rivolta è stata sedata, non a raffiche di mitra ma a colpi di consigli per gli acquisti. Non si può uccidere il Re, perché il Re vive in noi."
Marzo 2009
© 2015 di Massimiliano Riccardi

