Molto bene, è il caso di dirlo. L'aver
diradato la pubblicazione dei post è servita. Magari non ne ha beneficiato
questo blogghetto ma sicuramente ha giovato al detentore dello stesso, il
sottoscritto, ovviamente.
Ho avuto modo di seguire le mie vicende
personali con più attenzione e ho avuto modo di leggere gli articoli degli
amici blogger con calma e senza fretta. Per fortuna ci sono loro, il web è
altrimenti impestato di personaggi inquietanti, davvero.
Un milione di Blog e siti, e altrettante
vaccate in rete. Nulla di male, rientra tutto nel quadro dell'economia
generale. Ho letto di scrittura, di come si dovrebbe scrivere, di cosa è giusto
scrivere, sull'opportunità di scrivere o non scrivere, di quanto siano tutti
assolutamente inadeguati rispetto ai grandi della letteratura. Addirittura ho
letto critiche feroci e prese di posizione da parte di autonominati guru della
penna e del calamaio che mai si sono cimentati o che non sono mai stati
pubblicati. I guru, per intenderci, sono quelli che non fanno ma insegnano, che
ti spiegano la vita senza viverla realmente. Dei Buddha, anzi soltanto ciccioni
come Buddha, anzi personaggi che di ciccione hanno solo l'ego smisurato. Li
adoro. Mi riconciliano con il mondo quando mi trovo a pensare che la vita è uno
schifo, mi dico: "Beh, non sono ancora sceso così in basso, faccio cose,
muovo il culo, agisco, non vivo di vetrine virtuali dispensando massime e
interpretazioni personali spacciandole per sacrosante verità."
Tra i blogger che seguo (alcuni sono nel
mio blog roll e altri nell'elenco di letture dei blog seguiti offerta da
blogspot), ho trovato spunti interessantissimi. Ho letto con vero piacere la
splendida Marina Guarneri (c'è sempre da imparare da lei, fidatevi); mi sono
gustato gli articoli di quel gran paraculo sagace e
intelligente blogger che risponde al nome di Salvatore Anfuso 😇 (anche da lui c'è
da imparare, fidatevi nuovamente di me), in grado di toccare tasti dolenti come
pochi sanno fare; ho seguito il percorso del Jolly raccontato così bene da Chiara Solerio. Questo breve elenco
per citare soltanto alcuni blogger che si sono occupati di scrittura, ma ce ne
sono altri ovviamente. Tralascio tutti gli altri blogger che seguo, per alcuni
provo sincero affetto e lo sanno (nevvero Patricia Moll?), soltanto perché, come me, diversificano
maggiormente le tematiche dei post. Durante queste giornate emotivamente
pesanti mi sono anche divertito, e in qualche occasione ho trovato spunti di
riflessione, di questo li ringrazio, tutti.
Come sapete io scribacchio, e
incidentalmente pubblico, ma di scrittura non ne parlo mai, non esprimo giudizi
e non fornisco indicazioni di sorta. Scribacchio, sì. Lo faccio per piacere
personale ma anche nella speranza di diventare abbastanza bravo da lasciare un
giorno testimonianza del mio passaggio su questa terra. Inutile nascondersi, è
giusto dirlo. Chi scrive per se stesso si
prendesse un cazzo di diario personale da riporre nel cassetto e non rompesse
le palle, direbbe la mia vicina di casa. Non ho consigli da dare, non ho
nulla da insegnare, non sono in grado di indicare la giusta via per diventare
scrittori. Come i primi uomini, sono armato soltanto di pietra focaia e tento
di accendere un fuoco. Lavoro sodo per cercare di controllarlo, questo
benedetto fuoco. Diciamo che sono in
itinere, figuriamoci se mi permetto di salire in cattedra. Vedremo, chissà,
boh.
Una cosa però posso dirla, ma riguarda
indicazioni di massima che attengono tanto alla scrittura come alla vita di
tutti i giorni: lavorate sodo, sperimentate, rischiate esponendovi con i vostri
lavori al pubblico, non giudicate ciò che non siete in grado di fare o di
capire. Insomma non rompete le scatole agli altri e scrivete, scrivete punto e
basta, se è ciò che amate fare. Qualcosa succederà.
Nella scrittura c'è vita, diversa,
diversificata, migliore, peggiore, c'è tutto e non c'è niente. Può essere
totalizzante o alienante. Ma c'è vita. Scrivere non è soltanto riportare fatti,
descrivere emozioni, non è soltanto cronaca del mondo o costruzione di altri
mondi, è di più. Qui mi tocca citare un tipo strambo, ma strambo davvero eh: “La scrittura e le cose non si
somigliano. Tra esse, Don Chisciotte vaga all’avventura.”
Va bene, ho concluso la tiritera. Che
due palle vero? Hahahaha, piatto del giorno: Cabbasisi scaramellati, come direbbe
un mio amico siciliano.
Buon proseguimento e state sereni, c'è
posto e spazio per tutti, puntare il dito è facilissimo, è nel capire e
comprendere il prossimo che sta la differenza. Nel capire se stessi la difficoltà maggiore.
Ok, ora vi lascio, vado a ubriacarmi e a
prendere pessime decisioni 😉
Somewhere over the rainbow, way up high...
© 2017 di Massimiliano Riccardi

