scrivere per vivere vivere per scrivere

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La lettura di tutti i buoni libri è come una conversazione con gli uomini migliori dei secoli andati. (René Descartes) ********************************************************************************************** USQUE AD FINEM
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martedì 23 giugno 2015

Sentieri selvaggi


Sentieri selvaggi. 
Un capolavoro non solo di John Ford ma del cinema nel suo insieme.  Uno dei primi tentativi (era il 1956), di affrontare il western gettando un occhio sul classico eroe stereotipato e l'altro sui nativi americani finalmente umanizzati e non semplici e brutali cacciatori di scalpi. Qui troviamo per la prima volta l'eroe americano che affronta la lotta contro il pregiudizio, il suo pregiudizio. 
Dal punto di vista della costruzione cinematografica, basterebbero le poche inquadrature iniziali per dare un senso alla parola CINEMA. Dal buio profondo si apre una porta sull'immensita' della prateria, una donna che si staglia, in attesa. Un uomo che giunge. La speranza di una nazione che nasce , dal buio della barbarie una porta si apre sulla luce accecante del futuro rappresentato dalle immensità della prateria americana, l'eterna lotta tra il bene e il male, il giusto e l'ingiusto, l'amore che vince sul pregiudizio, un grande paese che progredisce e si sviluppa proprio grazie e attraverso le sue contraddizioni. Fantastico.

© 2014 di Massimiliano Riccardi

mercoledì 17 dicembre 2014

Bellissimo: MELANCHOLIA di Lars Von Trier

Film di grande impatto. I dialoghi contano poco. Immagini ed atmosfere che si susseguono come pennellate su di una tela fatta di tessuto grezzo e stropicciato. 
Personaggi emblematici, caratterizzati mettendo in evidenza i punti di forza e le debolezze dell'animo umano. 
Le due sorelle, due parti di un unica anima. La lotta per la vita, la protezione. Simboli potenti.
Il marito che all'ultimo istante fugge davanti all'inevitabile cercando una morte solitaria a simboleggiare l'uomo che da egoista abbandona tutti al loro destino dopo aver preso quello che poteva da questo pianeta. 
Il bambino, innocente, inconsapevole e mantenuto tale sino alla fine. Il futuro dell'umanità che si dissolve.
Un grande ritorno di un grande regista, qui la fantascienza c'entra poco, tutto ciò che scorre sotto i nostri occhi attiene piuttosto all'arte subliminale. Bellissimo.



© 2014 di Massimiliano Riccardi.

sabato 13 dicembre 2014

I VINTI

I VINTI

La seconda opera di Michelangelo Antonioni dopo "Cronaca di un Amore". Film diviso in tre episodi, per tre diverse ambientazioni.
Nell'episodio francese il male come banalità del gesto fine a se stesso. Il giovane che commette il delitto non è neanche in grado di finalizzare l'atto drammatico appena compiuto, il complice che vilmente si dissocia viene assolto da un padre specchio della società che decide chi è colpevole o chi non lo è a prescindere dalla giustizia. La morale discende dall'alto, il vile non è più vile il complice non è colpevole di nulla solo perché una sorta di autorità ha deciso così , significativa la frase rivolta al ragazzo che è tra gli ideatori dell'efferato delitto :
< vattene a casa tu, che non hai fatto niente.>
Il potere, a prescindere dagli atti commessi, assolve o condanna a suo piacimento.
Assoluzione, colpevolezza, banalità del male pur nella sua atrocità, questi sono gli ingredienti dell'episodio italiano, la catarsi finale con la morte del giovane assassino come monito che il delitto non paga.

L'episodio inglese, forse il più originale, vede come protagonista la follia lucida e programmata, il bisogno di uscire dalla massa a qualsiasi costo. La vita umana non ha più valore, il cinismo totale prevale. Un giovane che uccide per diventare famoso e apparire sui rotocalchi
Un tentativo di proporre quello che diventerà un filone sfruttato negli anni a seguire: il film denuncia.

© 2014 di Massimiliano Riccardi

venerdì 12 dicembre 2014

Gli ammutinati del Bounty. L'epopea di Marlon entra nel mito.



< Grazie , sto bene, a parte un forte desiderio di morire che spero mi passi presto... >
Cosi esordisce Marlon Brando rivedendo la sua bella tornando all'isola di lei, ad ammutinamento avvenuto e dopo essersi rovinato la vita perdendo il suo ruolo sociale e negandosi per sempre la possibilità di tornare a casa. Frase emblematica che forse caratterizza tutto l'essere attore di questo grande del cinema. Ricordiamo tutti il rifiuto del premio Oscar che gli fu assegnato per "Il padrino". Un atto di protesta contro la discriminazione razziale. 
Gli ammutinati del Bounty un film kolossal dai toni epici, una storia d'amore indimenticabile, una storia di ribellione dai soprusi che non ha eguali nella storia del cinema.
Un film non solo da vedere, ma da avere e conservare nella propria videoteca.
Uno dei dieci film che io ritengo capolavori assoluti. Consigliato a tutti.

© 2014 di Massimiliano Riccardi