scrivere per vivere vivere per scrivere

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La lettura di tutti i buoni libri è come una conversazione con gli uomini migliori dei secoli andati. (René Descartes) ********************************************************************************************** USQUE AD FINEM

sabato 16 marzo 2019

L'eredità delle ombre




Periodo pesante a causa di problemi di salute che si trascinano e conseguente assenza dalla blogosfera, a parte qualche capatina come ospite in visita degli amici blogger, ovviamente. Durante l’arco di questi mesi non sono riuscito a trovare stimoli per scrivere articoli o i post “inutili” che gli amici ben conoscono.
Finalmente torno tra voi.
L’occasione giusta per riprendere in mano il blog mi è stata fornita da una casa editrice di matti che ha deciso di pubblicare un mio romanzo.
Ho detto matti? Sì, perché il romanzo in questione è proprio partito male. Però qualcuno ha voluto darmi fiducia.
Mi spiego: chi mi conosce bene è a conoscenza del fatto che sono un gran casinista, infatti, come nella miglior tradizione dello scribacchino Massimiliano Riccardi, terminato il romanzo ho inviato per errore a una serie di case editrici la prima stesura scritta di getto al posto del manoscritto rivisto e corretto. Vizio maledetto di non salvare i file in cartelle rinominate in base all’andamento del lavoro svolto ma di fidarmi delle date al momento del salvataggio.
Risultato: credo di essermi alienato molti editori tra quelli che hanno letto la bozza capitata tra le loro mani.
Poi, un bel giorno di novembre mi arriva una mail. Il responsabile editoriale di una casa editrice mi scrive per pura cortesia e mi dice:
Buon giorno, mio caro maldestro e improvvido autore. Cosa mi hai spedito? Leggo dalla tua breve biografia che hai già pubblicato altri romanzi ottenendo un discreto successo e con ottime recensioni, hai scritto articoli. Cosa mi combini?
Io rimango basito, per usare un termine desueto amato dai fini dicitori della domenica, vado a scorrere le mail inviate agli editori e mi accorgo del disastro. Poco prima di decidermi a mettere in atto il gesto di segarmi con un righello le arterie femorali, proseguo nella lettura della mail:
Ho letto il romanzo, sì, l’ho fatto nonostante tutto. La storia mi piace molto, è diversa rispetto a ciò che si ritrova tra i personaggi del filone narrativo che segui. Il tuo protagonista è proprio una gran testa di cazzo, non è l’eroe buono senza macchia e senza paura cui siamo abituati, non è il solito bravo e sagace investigatore, il commissario romantico, o il quarantenne malinconico in piena crisi da gap generazionale. Se vuoi possiamo occuparci noi dell’editing. Ti invio una proposta editoriale, vedi tu!
Va bene, ammetto che lo scambio di mail non è andato proprio così😂😂, resta il fatto che un romanzo che consideravo perduto alla fine ha potuto vedere la luce.

L’EREDITÀ DELLE OMBRE  

Romanzo di Massimiliano Riccardi.
Eretica Edizioni.

Un libro che prende lo spunto da un vero fatto di cronaca avvenuto tra la fine degli anni ’80 e i primi ’90. Non posso scendere nei dettagli della storia per non rovinare il gusto della scoperta, ma posso, per sommi capi, descrivere la cornice del romanzo.
Il protagonista è cresciuto nei vicoli di Genova, alla morte della madre, avvenuta quando era ancora ragazzino, si trasferisce con la sorella nell’entroterra ligure ospite dei nonni.
La vita con i nonni è bellissima e ricca di spunti che contribuiscono a migliorare la visione negativa della vita che Valter, il personaggio principale, acquisisce a causa delle esperienze brutali e violente cui il padre lo aveva sottoposto. La morte prematura dei nonni lo rende definitivamente solo, da poco maggiorenne decide di vendere la casa avuta in eredità e torna a vivere nel quartiere dell’angiporto che lo aveva visto bambino. Purtroppo le vicende della vita creeranno una spaccatura tra lui e la sorella. Valter consolida alcuni rapporti di amicizia mai perduti e incomincia a frequentare personaggi del sottobosco malavitoso dei vicoli. Il ragazzo è tormentato, sempre in bilico tra l’esempio positivo del nonno, ex partigiano, uomo buono, rigoroso e solido, e il padre: figura totalmente negativa e importante punto di svolta che condizionerà tutto l’agire del giovane. Le cattive frequentazioni lo avvicineranno al mondo criminale, il desiderio di rivalsa e un mal riposto sogno di avventura lo porteranno a imbarcarsi in situazioni pericolose oltre confine. Il mondo dei mercenari gli strizza l’occhio illudendolo. Le eterne guerre africane, l’incombere delle lotte fratricide nei Balcani, offrono spunti a chi ha poco o nulla da perdere.
La narrazione parte però dai giorni nostri, Valter è un uomo maturo, nemmeno cinquantenne. Un omicidio sconvolge la routine quotidiana. Non si tratta di un evento casuale. L'uccisione di un vecchio e caro amico scatena una vera e propria lotta per la sopravvivenza. Quel delitto riporta ad antichi fatti, ad avvenimenti accaduti venticinque anni prima. Vecchi debiti da saldare. Azioni di cui rispondere dopo tanto tempo. Sullo sfondo abbiamo criminali comuni, poliziotti corrotti, appartenenti ai servizi segreti, uomini della ‘ndrangheta, mercenari, ma anche figli smarriti da ritrovare, amori perduti e nuovi sentimenti. La spinta motivazionale che guida Valter è il dolore, il desiderio di vendetta, la voglia di scavalcare il confine tra il bene e il male decidendo finalmente da che parte stare. Come sempre racconto di uomini in bilico, che percorrono la famosa lunga linea grigia tra il giusto e ciò che è deprecabile. Il bene e il male che si sovrappongono creando sfumature di luce in perenne lotta con le ombre. Narro di uomini che immancabilmente si accorgono che la vera lotta è contro se stessi, contro i propri istinti peggiori. A questo proposito un piccolo cenno che riguarda la copertina del libro: sono rimasto subito colpito, motivo per cui l'ho scelta, da quelle manine di bimbo aggrappate alle catene di un altalena che sembra quasi galleggiare distaccata dal mondo circostante. Galleggia nel tempo? Nello spazio? Non lo so, vedete voi.
Non voglio aggiungere altro, vi lascio alla quarta di copertina del romanzo:


“Le braccia si allargarono verso terra. La pistola gli cadde di mano. I palmi vuoti. Ci sono viaggi in cui non puoi portare nulla con te. Puoi soltanto lasciarti dietro qualcosa. Quel qualcosa dipende soltanto da come hai vissuto…


Un omicidio. La vendetta. La lotta per salvarsi la vita. Ombre di un lontano passato che ritornano: la guerra nei Balcani; quella maledetta ultima missione in Sierra Leone; poliziotti corrotti; mercenari; criminalità organizzata; la figura del padre brutale e violento. Un presente in cerca di riscatto. Il tentativo di riconquistare un figlio perduto. L’amore di una donna. Valter Manfredi non è un eroe, anzi, è un uomo controverso, sempre al limite della legge, capace egli stesso di compiere il male. Sarà in grado di sfuggire alla parte buia del suo essere? Sarà in grado di rifiutare L’eredità delle ombre?

Spero di aver suscitato la vostra curiosità.
Potete comprare L’EREDITÀ DELLE OMBRE sui vari siti online oppure ordinarlo in libreria. Per quello che riguarda gli store online, io consiglio di partire dal sito di Eretica Edizioni QUI, vedo che lo offrono a un prezzo più basso. QUI lo trovate sul sito di IBS.IT, QUI sul sito della MONDADORI, anche la FELTRINELLI lo propone QUI, su AMAZON lo trovate QUI, in questo caso ci sono varie opzioni di vari venditori prima che Amazon stessa lo metta in vendita con l’opzione Prime. Vi rimando al mio sito, QUI, per eventuali aggiornamenti su ulteriori siti di vendita.

Compratelo e divertitevi. Sono soltanto uno che racconta storie, questo troverete: una storia che mi auguro possa piacervi. Tutto qui.






© 2019 di Massimiliano Riccardi 

venerdì 14 settembre 2018

A volte ritornano, può capitare. Ubi bene, ibi patria

                                                         Sempre pronto a spararle grosse



Ci sono momenti che richiedono quiete, delicatezza. Non è possibile pretendere che siano altri a farsi carico dei tuoi stati d’animo, allora è necessario lavorare sul proprio piccolo spazio di cuore incontaminato. Già, perché quando tutto diventa difficile e complicato, quando la vita ti presenta il conto nel modo più duro e pesante, non rimane che trovare la forza in se stessi.
Credo sia impossibile guardare oltre se prima non ci si è guardati dentro.
Operazione difficile, mi rendo conto. Spesso l’introspezione è pura illusione, mediata da fatti contingenti che distraggono da una reale analisi, disturbata dagli istinti primari di conservazione che impongono una reazione a condizioni esterne avverse.
A fatica, lentamente, è però possibile cogliere ciò che spesso il giudizio, o il pregiudizio, rende soltanto apparentemente chiaro, e cioè che “non c'è nulla di buono o cattivo al mondo se il pensiero non lo fa tale”.
Il nostro amico Guglielmo il bardo perdonerà la citazione😉
Alla fine, i triboli della vita sono una delle ennesime sfide da affrontare. Soltanto questo.
Non voglio dilungarmi troppo, mi rendo conto di aver annoiato abbastanza l’improvvido lettore di queste poche righe (eeh, bisogna interrompere la lettura subito, dalle primissime parole che anticipano pistolotti dai toni ieratici, mi spiace😉 ).
Non ho utilizzato questo preambolo “orchioclastico”😂😂  per giustificare la mia assenza dal blogging, so bene che tutti voi potete comprendere la necessità di dedicare tempo alla vita reale quando è necessario. Il mondo virtuale rientra nella categoria del superfluo.
Tant’è, e qui casca l'asino, la voglia di scrivere sul mio blogghetto mi stuzzica da qualche giorno. Non trovando argomenti abbastanza illuminanti, ho rubato l’idea a un amico blogger, un tal Anfuso chiamato Salvatore (nomen omen), ho preso un vecchio raccontino scritto qualche anno fa qui su queste pagine e l’ho pubblicato sul sito de “il mio libro”. Credo che possa piacere al lettore occasionale. Premetto che non c’è nessun intento competitivo, soltanto il desiderio di tornare a essere letto e di ampliare i confini del blog.
Se avrete piacere e voglia, cliccate sul link che vi indirizzerà al raccontino, breve brevissimo, intitolato "Racconto inutile: facezie sull'incomunicabilità e l'amore", e lasciate una vostra impressione.
Io prometto di tornare presto in sella con nuovi post inutili e scandalosamente boriosi, da scribacchino presuntuoso quale sono.

A rileggerci presto. Vogliatemi bene, se potete.






© 2018 di Massimiliano Riccardi 

domenica 3 giugno 2018

ri Lancio di TUTTO È TENEBRA




Sono contento. Sì, molto contento.
Da qualche giorno il mio editore ha ristampato TUTTO È TENEBRA e lo ha immesso nuovamente in commercio.
Dopo la prima uscita, le copie stampate sono andate via tutte  e per mesi non è stato possibile reperirne altre. Bene, ottimo. Chi a suo tempo, ha, manifestato il desiderio di averne una copia, è rimasto a bocca asciutta.  Per tanto, troppo tempo. In questo periodo mi hanno scritto in molti, sia autori che blogger, anche semplici lettori. Tutti lamentando disagi e ritardi. Mi dispiace molto, veramente tanto.
Adesso tutto sembrerebbe risolto. Sui principali siti di vendita on line è possibile trovare nuove copie fresche di stampa. Spero abbiate ancora il desiderio di sostenermi. Autore alle prime armi e piccola casa editrice: senza di voi nulla è possibile.

QUI troverete il link che porta ad alcune recensioni e vetrine del romanzo. Utile per coloro che non hanno ancora mai sentito parlare di TUTTO È TENEBRA.

Qui sotto, il breve articolo che ho utilizzato al momento della prima pubblicazione. Grazie a tutti per la stima e l'affetto che sino ad ora mi avete dimostrato

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15 NOVEMBRE 2017

Con grande piacere annuncio che il mio secondo romanzo ha visto la luce. Quando in una casa nasce una nuova vita, non si può che gioire. Per quello che mi riguarda ogni libro è come un figlio.

TUTTO È TENEBRA 
Edizioni Cinquemarzo

Titolone altisonante, direte voi. Dovrete perdonarmi 😉
Mi è piaciuto da subito, anzi, è proprio partendo dal titolo che la storia ha incominciato a svilupparsi nella mia mente. Chi mi conosce come autore sa bene che amo descrivere personaggi che non sono mai del tutto eroi come non sono nemmeno assolutamente cattivi. Questo per quello che riguarda i protagonisti principali. Il male, così come la cattiveria, esiste, ovvio, ma a fare da contraltare c'è anche l'amore, esistono l'amicizia e l'abnegazione, e tutto quel corollario di spinte motivazionali che fanno dell'essere umano qualcosa di bello.
Come adoro fare, e come feci a suo tempo per Joshua, ho voluto tratteggiare le caratteristiche di uomini e donne che sono nel bel mezzo di quel confine che separa la luce dalle tenebre. Parlo di lotta, racconto di tormenti, narro d'amore. Ovviamente in chiave di romanzo assolutamente d'evasione.
Ho cercato di non calcare la mano sugli aspetti più truci della storia, ho privilegiato i protagonisti. Anzi, questa volta mi sono lasciato prendere la mano e ho voluto esplorare i territori della narrativa di genere, più thriller con una bella impronta noir che non guasta.
Forse chi ha letto Joshua troverà meno pathos, forse, ma sicuramente troverà interessanti le dinamiche umane che ho tentato di sviluppare. Ho ripercorso i sentieri del midwest che già avevo esplorato, ho riconosciuto i luoghi che ho amato, ho capito che avevo ancora qualcosa da dire in merito alle vicende di uomini eternamente in lotta contro il male, ma soprattutto sugli esseri umani immancabilmente in contrasto con la parte oscura del loro essere.
Spero possa piacervi questa ulteriore digressione sui sentimenti, sull'odio e l'amore, la violenza, ovviamente tutto in chiave avventurosa e assolutamente mirata a intrattenere piacevolmente. Spero.
Questa è la quarta di copertina del romanzo:

Una caccia al killer si rivela un gioco delle scatole cinesi: narcotrafficanti, servizi segreti, polizia, agenti federali, fanatici religiosi, logge segrete... Tutto appare confuso. L'amore e l'abnegazione sono le caratteristiche di alcuni poliziotti che scoprono a loro spese il labile confine tra legge e giustizia. Da che parte stare? Scegliere tra la luce o le tenebre, oppure decidere di percorrere quella lunga linea grigia anche a costo di rinunciare a se stessi?

Il romanzo è stato scritto nel 2016, mi dispiace di non aver calcato la mano su aspetti che si sono rivelati quasi premonitori. Eh, avrei fatto una bella figura da veggente, peccato. Ci sono dettagli della narrazione che evocano personaggi attualissimi della politica internazionale. Vai a sapere…
Adesso la palla passa a voi lettori, a voi il compito di far crescere il pargolo e di sostenere il suo papà. La casa editrice è piccolina ma prestigiosa, ci saranno problemi e attese nella prima fase di distribuzione, ma voi tenete duro, comprate, prenotate, siate vicini a questo "scribacchino" agli esordi.
L'unica cosa che mi auguro di cuore è di riuscire a intrattenere piacevolmente chi leggerà il mio romanzo, quindi non posso che augurare a tutti un buon divertimento con
TUTTO È TENEBRA 


Il romanzo si può acquistare prenotandolo nella vostra libreria di fiducia oppure nei bookstore on line
 QUI sul sito di LaFeltrinelli, QUI su Amazon, QUI su ibs.it, QUI su LibreriaUniversitaria.it, QUI su Hoepli.it, QUI su libroCo, QUI sul sito della casa editrice Edizioni Cinquemarzo, QUI su Unilibro, QUI su Mondadori.

Fine della tiritera promozionale. Adesso aspetto il vostro parere dopo la lettura di 
Tutto è tenebra.
Il book trailer del romanzo è preparato artigianalmente da me, mentre la fantastica colonna sonora è stata composta dal grande Salvatore Anfuso


© 2018 di Massimiliano Riccardi

venerdì 25 maggio 2018

Complicità. Dialoghi





Alle volte basta un gesto




«…»

«Quindi è tutto qui?»

«…»

«È da un'ora che ti parlo».

«…»

«Bene, bravo. Ti ho regalato i migliori anni della mia vita».

«…»

«Non Parli? Non dici nulla?»

«…»

«Ecco lo vedi? Sei sempre il solito aggressivo».

«EH?»

«Certo. Passivo aggressivo. Mi fai schifo».

«Bah!»

«Ti estranei. Non partecipi. Non collabori. Non c'è più dialogo tra noi».

«…»

«Ecco vedi? Però si percepisce l'ostilità dal tuo atteggiamento. Eccome».

«…»

«Ma cosa fai? Vergognati. Nascondersi dietro il divano. Che razza di uomo sei?»

«…»

«È il tuo modo di deridermi? Ignorarmi? O almeno fare finta?»

«Uff! No, no, no, no».

«Io non ce la faccio più. Sono quarant'anni che ti sopporto».

«…»

«Devi dire qualche cosa, DEVI!»

«AHIA! MI FAI MALE! PERCHÉ MI TIRI I CAPELLI!»

«Perché devi parlare. Devi pur dirmi qualche cosa! Non parli, non rispondi. Mi ignori. Io non ne posso più. A questo siamo arrivati? Tutto l'amore che c'è stato tra noi. La famiglia, i nostri quattro figli. Alla fine è questo che rimane? Io ti sottopongo un problema e tu mi ignori, mi deridi. Ti odio. Ti odio. Ti odio».

«OH! INSOMMA! INVECE DI GESTICOLARE, AIUTAMI A CERCARE L'APPARECCHIO ACUSTICO!»


«…»





😅😅😅😅😅😅😅😅😅😅😅😅😅😅😅😅😅😅😅

© 2018 di Massimiliano Riccardi 

sabato 12 maggio 2018

Liberi i miei versi di Patricia Moll



COME GIUNCO

Son come giunco
Al vento
mi piego
fino a piegar la fronte
a sfiorar la terra.
Mi ferisco e sanguino.
Ma quando
il vento tace
mi rialzo
e
vivo

Ho introdotto il post con una poesia, l'autrice è una persona conosciuta da molti di coloro che bazzicano la blogosfera: Patricia Moll

Devo dire che rimasi sorpreso il giorno in cui appresi che aveva pubblicato una sua raccolta di versi. Sapevo che amava la poesia, addirittura da qualche anno sulla mia bacheca campeggiano un paio dei suoi lavori. Poi, un giorno:

LIBERI I MIEI VERSI

"E che c... Ehm, perbacco"😉, mi dissi. "Finalmente ha preso il coraggio a due mani e si è lanciata senza pudore o timori di sorta".
Conosco Patricia come una persona generosa, intelligente. La sua vita ha seguito percorsi che, talvolta, hanno attraversato le terre oscure della sofferenza, della malattia, del dolore. Luoghi dove la speranza rimane l'ultima risorsa a cui aggrapparsi.
Cosa accade quando si entra nella terra desolata dell'indefinito futuro? Della piena e vibrante coscienza della nostra finitezza? Le risposte sono molteplici, non voglio annoiare con disquisizioni che aprirebbero innumerevoli e diverse considerazioni. Non voglio perché questo non è un post triste, questa è la celebrazione di una cara amica, di una Donna, di una madre e moglie. Di una Donna che ha vinto e che guarda ai territori desolati lasciati alle spalle con un sorriso beffardo, per poco, però, perché la sua attenzione è attirata dall'oggi, al massimo da un futuro ancora da costruire.
Come spesso accade alle persone sensibili, le semplici parole non bastano per descrivere ciò che anima quello spirito segreto che comunica con l'universo. Che parla al Tutto in modo semplice, ma meraviglioso. Come meravigliosa è la naturalezza dello sbocciare delle gemme a primavera, o l'aprirsi di un banco di nubi dopo la tempesta.

Invito tutti a cliccare QUI. Acquistate la raccolta di LIBERI I MIEI VERSI.
Il prezzo è irrisorio, quasi simbolico. Quindi datevi da fare. Lasciate il primato dell'avarizia a me che son genovese,  acquistate.


Io trovo i miei versi intingendo il calamaio nel cielo.
                                   Alda Merini

martedì 24 aprile 2018

I Dolori del Giovane Massi (o era Werther), ovvero l'insostenibile leggerezza del… persistere








Orbene, è il caso di dirlo, manco da tempo ma finalmente mi sento pronto per ricominciare.
Mesi lunghi e difficili. Devo però anche ammettere che mi sono serviti per rivedere alcune priorità della mia vita.

Warning -- Spazio noia-mai na gioia, riassunto breve:

A novembre, dopo una caduta stupida quanto rovinosa, mi sono fratturato cinque coste e  procurato danni alla colonna lombosacrale. Dolori tremendi con limitazioni durante la deambulazione, e disagi che sarebbe scabroso elencare provocati dalla compressione sacrale. La ciliegina sulla torta è arrivata quando la terapia massiva a base di cortisone mi ha fatto uscire di testa con manifestazioni quasi bipolari del tipo depressione-pianto/euforia rabbia. Per fortuna tutto rientrato. Sempre il cortisone mi ha sputtanato al punto da farmi "vincere" puntate iperglicemiche tali da far temere l'inizio di un percorso da diabetico e delle belle crisi ipertensive. Ottimo. Può bastare no? 

No, non basta   Nel mentre, vuoi per i traumi costali, vuoi per chissà cosa, mi sono meritato un premio aggiuntivo, ta daaa, una bella pericardite che per poco non mi mandava a raggiungere il walhalla. Va bene, finirà, a tutto c'è rimedio. Alla fine vinco io, ecchekaiser  
End of danger --- Fine spazio noia-mai na gioia.

Ovviamente io sono naturalmente portato a trovare il lato positivo di ogni cosa. Di lati positivi ce ne sono stati parecchi. Alcuni colleghi, pochi a dire il vero, si sono fatti sentire e mi hanno confortato, gli amici in compenso non mi hanno abbandonato, molti blogger mi hanno periodicamente contattato per avere mie notizie, via mail, tramite face book, addirittura telefonandomi. Ho avuto la conferma di avere una moglie con i contro coglioni che mi ha supportato in tutto (sopportato sarebbe il termine giusto   avete idea di cosa significhi avere un maschietto a casa con la bua? Du palleeee  )
Ho terminato il mio terzo romanzo, wow. Magari qualcuno me lo pubblicherà, boh speriamo. Vedremo. Sto lavorando al quarto, un romanzo storico iniziato tempo fa e ora ripreso. Contemporaneamente lavoro anche per documentarmi in previsione della stesura del terzo romanzo che riguarda le mie "avventure americane". Insomma, vorrei concludere con una bella trilogia il discorso iniziato con Joshua e Tutto è tenebra.
La cosa più importante che ho ricavato da questa esperienza debilitante che mi ha costretto a uno stop forzato, è un tipo di consapevolezza che oserei definire illuminante.  


Quando sei costretto a rivedere molte delle faccende che ruotano intorno alla tua vita, si inizia per forza di cose una sorta di processo di "individuazione". Cerchi di capire chi stracazzo sei, di capirlo meglio, quantomeno. Diventa facile, perché la ridotta interazione sociale ti porta a eliminare tutta quella serie di comportamenti emulativi che la società impone e che, gioco forza, più o meno consapevolmente, ci condizionano. Alla fine scavi e cerchi di ricordarti chi sei, cosa vuoi, cosa ti rende felice. Quindi uscendo dai comportamenti collettivi, in qualche misura ho ritrovato me stesso, perché devo ammettere di essermene spesso dimenticato.
Nulla di che, niente di trascendentale. Alle volte, uno stop, o un piccolo passo indietro, aiutano a riscoprire dettagli che durante la corsa per la vita non hai colto. Aaah la fretta, la maledetta fretta  
Infatti, mi son detto: "Cazzo, sono un guerriero, lo sono sempre stato. Ho vinto battaglie su battaglie. Vuoi vedere che rischio però di fare come quel tal Pirro che alla fine perse la guerra?"
Quante lotte e quanto spreco di risorse emotive per raggiungere risultati alla fine così poco funzionali alla costruzione del sé. La giusta miscela tra il sé ideale e il sé percepito, ovviamente. Vi avviso che non so di cosa sto parlando, ma suonava così bene    




Scherzi a parte e per concludere, sono felice di essere tornato a scrivere sul mio blogghetto, mi auguro di poter rinsaldare gli ottimi rapporti del passato con chi in questo periodo si è sentito trascurato da me.

Aspettatevi una sfilza di post inutili 


Per adesso vi dedico una canzone intelligente, per il futuro non garantisco 









© 2018 di Massimiliano Riccardi

domenica 24 dicembre 2017

Auguri di Buon Natale diversamente utili


Eccoci qui. Il Natale è giunto. Non voglio farmi frenare dall'impeto dissacratorio che sembra cogliere molti in questi giorni. Io gli auguri di Buon Natale li faccio. Perché è giusto farli, non c'è nulla di male, inoltre penso che le battaglie anticonformistiche meritino ben altri obiettivi.
Quindi, Buon Natale!
Che la gioia aumenti in coloro che ci credono, che la pazienza vinca sulla ritrosia di chi odia queste feste, che la serenità colga chi vive questo periodo dell'anno come momento di riflessione o di rimpianto guardando le sedie vuote intorno al tavolo addobbato per il Pranzo.
Sparare a zero sul Natale è un po' come sparare sulla croce rossa, ogni società ha bisogno dei suoi riti per tentare di sentirsi migliore. Che ci riesca o no poco importa. Ogni singolo momento di riflessione ha in sé il germe del cambiamento, non è colpa del Santo Natale se abbiamo trasformato tutto in un baraccone  consumistico pseudo religioso.
Quindi, ancora Buon Natale.

Per me il Natale sarà guardare con compiacimento il mio bambino di sei anni che aprirà gli occhi con stupore, meraviglia e senso di aspettativa. Alla fine, poi, è tutto lì no? Rispecchiarsi negli occhi di chi è ancora innocente per tentare di essere qualcosa di diverso, di più bello. Non è forse il senso di quel bambinello nella mangiatoia?

Per parte mia, in merito ai buoni propositi, dico quello che scrissi anche l'anno scorso: 
"farò quello che posso, sono soltanto un essere umano"




© 2017 di Massimiliano Riccardi