scrivere per vivere vivere per scrivere

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La lettura di tutti i buoni libri è come una conversazione con gli uomini migliori dei secoli andati. (René Descartes) ********************************************************************************************** USQUE AD FINEM

mercoledì 15 novembre 2017

Tutto è tenebra


Con grande piacere annuncio che il mio secondo romanzo ha visto la luce. Quando in una casa nasce una nuova vita, non si può che gioire. Per quello che mi riguarda ogni libro è come un figlio.

TUTTO È TENEBRA 
Edizioni Cinquemarzo

Titolone altisonante, direte voi. Dovrete perdonarmi 😉
Mi è piaciuto da subito, anzi, è proprio partendo dal titolo che la storia ha incominciato a svilupparsi nella mia mente. Chi mi conosce come autore sa bene che amo descrivere personaggi che non sono mai del tutto eroi come non sono nemmeno assolutamente cattivi. Questo per quello che riguarda i protagonisti principali. Il male, così come la cattiveria, esiste, ovvio, ma a fare da contraltare c'è anche l'amore, esistono l'amicizia e l'abnegazione, e tutto quel corollario di spinte motivazionali che fanno dell'essere umano qualcosa di bello.
Come adoro fare, e come feci a suo tempo per Joshua, ho voluto tratteggiare le caratteristiche di uomini e donne che sono nel bel mezzo di quel confine che separa la luce dalle tenebre. Parlo di lotta, racconto di tormenti, narro d'amore. Ovviamente in chiave di romanzo assolutamente d'evasione. Ho cercato di non calcare la mano sugli aspetti più truci della storia, ho privilegiato i protagonisti. Anzi, questa volta mi sono lasciato prendere la mano e ho voluto esplorare i territori della narrativa di genere, più thriller con una bella impronta noir che non guasta. Forse chi ha letto Joshua troverà meno pathos, forse, ma sicuramente troverà interessanti le dinamiche umane che ho tentato di sviluppare. Ho ripercorso i sentieri del midwest che già avevo esplorato, ho riconosciuto i luoghi che ho amato, ho capito che avevo ancora qualcosa da dire in merito alle vicende di uomini eternamente in lotta contro il male, ma soprattutto sugli esseri umani immancabilmente in contrasto con la parte oscura del loro essere.
Spero possa piacervi questa ulteriore digressione sui sentimenti, sull'odio e l'amore, la violenza, ovviamente tutto in chiave avventurosa e assolutamente mirata a intrattenere piacevolmente. Spero.
Questa è la quarta di copertina del romanzo:

Una caccia al killer si rivela un gioco delle scatole cinesi: narcotrafficanti, servizi segreti, polizia, agenti federali, fanatici religiosi, logge segrete... Tutto appare confuso. L'amore e l'abnegazione sono le caratteristiche di alcuni poliziotti che scoprono a loro spese il labile confine tra legge e giustizia. Da che parte stare? Scegliere tra la luce o le tenebre, oppure decidere di percorrere quella lunga linea grigia anche a costo di rinunciare a se stessi?

Il romanzo è stato scritto nel 2016, mi dispiace di non aver calcato la mano su aspetti che si sono rivelati quasi premonitori. Ci sono dettagli della narrazione che evocano personaggi attualissimi della politica internazionale. Vai a sapere…
Adesso la palla passa a voi lettori, a voi il compito di far crescere il pargolo e di sostenere il suo papà. La casa editrice è piccolina ma prestigiosa, ci saranno problemi e attese nella prima fase di distribuzione, ma voi tenete duro, comprate, prenotate, siate vicini a questo "scribacchino" agli esordi.
L'unica cosa che mi auguro di cuore è di riuscire a intrattenere piacevolmente chi leggerà il mio romanzo, quindi non posso che augurare a tutti un buon divertimento con
TUTTO È TENEBRA 

Il romanzo si può acquistare prenotandolo nella vostra libreria di fiducia oppure nei bookstore on line
 QUI sul sito di LaFeltrinelli, QUI su Amazon, QUI su ibs.it, QUI su LibreriaUniversitaria.it, QUI su Hoepli.it, QUI su libroCo, QUI sul sito della casa editrice Edizioni Cinquemarzo, QUI su Unilibro. Presto sarà anche su Mondadori.

Fine della tiritera promozionale. Adesso aspetto il vostro parere dopo la lettura di Tutto è tenebra.

Ah, a proposito, se volete farmi un regalo inviatemi una foto con il libro acquistato, sarò felicissimo di inserirla nel mio sito, se siete timidi basta una mano che lo sorregge (quindi occhio alla manicure 😃 )

domenica 10 settembre 2017

Insieme Raccontiamo 24. Le scogliere di Moher




Appuntamento numero ventiquattro con Insieme raccontiamo

Il gioco di Patricia Moll compie due anni ed è sempre una grande gioia partecipare.
Per ricordare le regole vi rimando QUI, più brevemente, rammento a chi non conosce il meccanismo che Patricia lancia un incipit, e noi proseguiamo il racconto con un finale a tema libero.
Questa volta mi sono lanciato  con un tipo di argomento che mi garba molto ma che difficilmente tratto. Giudicate voi il risultato. Ho preparato tutto oggi in fretta e furia, ultimo giorno utile per giocare con voi. Non potevo mancare.
Mi scuso con tutti gli altri blogger per la mia latitanza, ma come ho spiegato nel post precedente sono giorni pesanti.
Rimedierò e mi farò perdonare.

L'incipit di Patricia:



“Ci son strade che portano ovunque
Ci sono incroci che portan lontano
Ma quando vedrai
un cervo che scappa
un serpente che attacca
e di un uomo le gambe soltanto
saprai che sotto al varco dovrai passare
e il pericolo andare ad incontrare.” 
Ok! Poteva andare bene e incominciò a spedire gli inviti.



 Il mio finale:

I giorni trascorsero lenti. Tempo sospeso.
Attese l'ultima risposta prima di aprire tutte le lettere giunte.
Quando fu il momento lesse. Lesse tutto lasciando al cuore e all'anima il compito di interpretare.
Riprese in mano una delle missive che l'aveva maggiormente colpita:
"Danza laggiù sulla riva,
perché ti dovresti curare del vento o del ruggito delle acque?
Libera i tuoi capelli umidi di salsedine.
Sei troppo giovane per aver conosciuto il trionfo dello sciocco o l'amore perduto non appena conquistato, o la morte del miglior lavoratore mentre tutti i covoni sono ancora da legare.
Perché dunque dovresti temere il mostruoso gridare del vento?"

La donna si alzò. Avvicinandosi alla finestra, scorse subito oltre l'agitarsi del mare, percepì il soffio impetuoso del vento. Il mare scuro si abbatteva sulle scogliere di Moher.
Lei, l'ultima Caileach, l'ultima maga d'Irlanda aveva appena scelto chi avrebbe continuato la missione.
La scelta era caduta su colei che non aveva fornito risposte, sull'unica che immaginava altro e altrove, e che poneva soltanto domande.

La battaglia contro la Primavera poteva ricominciare, la superbia dell'uomo doveva essere mitigata. Un nuovo Inverno sarebbe giunto. Implacabile, a ricordare che la Grande Madre Terra esigeva rispetto.



© 2017 di Massimiliano Riccardi

domenica 27 agosto 2017

A volte ritornano. Revanscismo del caxxeggio e restaurazione dei post inutili, ovvero scapigliature letterarie


Sacripante! 😄😄😄 Estate lunga, dura, durissima, ma ritorno a bloggheggiare 😂😂😂😂.

Al lavoro ci è stato chiesto di coprire i vuoti dati dalle assenze di personale, e noi … inde(fessi) abbiamo risposto al richiamo del dovere. I giovani non vengono assunti e i vecchietti come me devono per forza di cose sopperire. Non mi lamento, si badi bene, il mio lavoro è quanto di più bello esiste al mondo e mi gratifica. Il problema sono i turni e le notti insonni quando non si hanno più vent'anni (nemmeno trenta e i quaranta si sono superati da un bel pezzo 😄). 


Mettiamoci poi le solite cose comuni a tutti: questioni familiari da portare avanti, figli in primis; progetti di scrittura; caldo feroce e sfibrante.
Va bene! Ottobre arriverà e sarò in ferie. Sì, perché settembre proseguirà più o meno con gli stessi ritmi.
Due mesi lontano dal blogging. È stato un bene? Boh 🙄
Sicuramente un po' di nostalgia l'ho avuta.
Per fortuna ho mantenuto molti contatti extra blog.
Voglio ringraziare chi ha avuto un pensiero per questo vecchio cinghiale nel corso dei mesi appena trascorsi: il buon ArianoGeta che è passato a trovarmi: PGreco (Paolo), del blog la nostra Libreria, con cui ho chiacchierato ogni tanto; la buona Marina Guarneri che addirittura mi ha mandato una cartolina; la meravigliosa Patricia Moll con cui da tempo interagisco con grandissimo piacere; Tiziana Balestro; Anna Maria Fabbri. Spero di non aver dimenticato qualcuno, ma sicuramente sarà così, pardon.
Poi ci sono stati i blogger che, nonostante la mia assenza, hanno voluto dedicarmi un Liebster Award. Quest'anno sono stati ben cinque, quindi grazie alla super Cristina Rossi, al buon vecchio enciclopedico Ivano Landi, al simpaticissimo e tremendo Cassidy del blog La Bara Volante, alla buona e brava Silvia Algerino del blog Lettore Creativo, alla dolce Tiziana Balestro del blog La voce di Calibano. Mi riservo di proseguire il meme quando avrò un po' di tempo, ma molti dei miei preferiti sono già stati nominati da altri.

Bene. Fine degli sproloqui augurali per questo nuovo inizio. Infinitesimale torna.
Qualcuno si toccherà scaramanticamente ciò che ha di più caro 😄 pensando ai miei interventi prolissi e logorroici sui rispettivi blog.
A presto. Un abbraccio a tutti i miei colleghi blogger e a tutti i visitatori che non mi hanno mai abbandonato: più di cinquemila visite a blog fermo non sono poche.


Tremate! Il caxxeggiatore è tornato. 

venerdì 30 giugno 2017

Insieme raccontiamo edizione 22


Nuovo appuntamento con il gioco di Patricia Moll.
Patricia lancia un incipit e noi proseguiamo. Limite di trecento parole e nessun limite alla fantasia e alla voglia di divertirsi.
QUI il link di lancio per questa 22ª edizione.


Questa volta mi butto a capofitto nel caxxeggio più puro. Spero di strapparvi un sorriso. Io mi sono senz'altro divertito a giocare con le parole attribuendo significati a concetti che faranno arricciare il naso ai puristi della matematica. Ovviamente lo scopo è giocare e raccontare: insieme raccontiamo no? Lasciatemi scherzare un po' e fatemi passare la "licenza...  poetica".

L'incipit di Patricia


Si sedette sul divano col personal sulle ginocchia.
Finalmente un po' di pace. Nessuno tra i piedi, silenzio, la coca fresca accanto e..... pace, appunto!
Però qualcosa non andava. Lo schermo del pc pareva  vivere di vita propria. Prima  di uno strano colore rossastro, ora era pieno di stringhe di codice che continuavano a scorrerle davanti agli occhi senza fermarsi. E non lo aveva ancora acceso.
Improvvisamente, parole di senso compiuto comparvero in mezzo alle stringhe insieme ad un brontolio strano che parve uscire dallo schermo. Parole incomprensibili..… come se fossero in un’altra lingua.
Si avvicinò al monitor per leggere ed ascoltare meglio e…

Il mio finale

Una vera esplosione di luci e suoni cacofonici fece indietreggiare con violenza il povero ragazzo. Si portò le mani alle orecchie e nascose il volto tra le ginocchia facendo cadere a terra il personal (le lezioni di ginnastica artistica pagate da mamma e papà tornavano sempre utili).
Poi il silenzio.
Nuovamente immagini e frame a velocità incredibile, ipnotiche.
Il silenzio fu rotto da una voce cavernosa, a tratti crudele, la sensazione che venisse dalle profondità di una caverna era avvalorata dal rumore amplificato e  liquido di acqua che scorre lungo le pareti e di occasionali gocce che cadono.
«Sono il Dio della solitudine! Il custode delle anime che si sfiorano ma che non si incontrano mai! IO SONO ASINTOTO, e tu sei entrato nel mio regno. Inchinati».
Il ragazzo fece per controbattere, poi una forza primigenia lo spinse alla sottomissione. Chino e umile offrì in dono al Dio le sue patatine Pringles, le sue barrette di cioccolata.
«Ti offro la mia solitudine come pegno della mia fedeltà».
Il ragazzo rimase sorpreso dal suo stesso eloquio. Non parlava così, non aveva MAI parlato così.
«E fai bene! Perché io sono ASINTOTO!»
Il giovane aprì la bocca esprimendo la sua adorazione con un mugolio, infilò un dito nella narice destra e prese a esplorare con passione. Un rivolo di saliva colava dall'angolo della bocca.
RRIIIIIIIINNNNGGGGGGG
La maledetta sveglia, la stramaledetta sveglia. Il ragazzo si portò una mano sugli occhi, il sole del mattino aveva già inondato la stanza. "che sogno strano", pensò. "Che senso di solitudine angosciante". Andò verso il PC che si era dimenticato di spegnere la sera prima e lo guardò a lungo prima di decidersi a premere il tasto che lo avrebbe messo a riposo.
Prese in mano il cellulare. Avrebbe chiamato Diego, avrebbe accettato l'invito per quella gita sui monti liguri in programma per oggi insieme a tutti gli amici. Finalmente. Erano mesi che non usciva di casa.
Ma nel regno della solitudine il Dio preparava la sua vendetta.
HAHAHAHAHAHAHAHA GHAAAAAAA



© 2017 di Massimiliano Riccardi

domenica 18 giugno 2017

Storie di gatti - quando la solidarietà si trasforma in azione


È molto raro che io presenti libri nel mio blog, questa volta è con vero piacere che offro alla vostra attenzione una raccolta di racconti, 24 racconti per l'esattezza.
Tutti scritti da autori che hanno voluto regalare un piccolo sogno di speranza alle vittime del terremoto del 2016. Ogni contributo è stato offerto gratuitamente, ogni singolo autore ha partecipato con negli occhi e nell'anima le immagini di quella catastrofe immane. Lo spirito mosso però dalla convinzione che

STORIE DI GATTI
Questo è il titolo della raccolta. Sono tutti racconti che parlano d'amore e di speranza. I protagonisti sono i gatti, i loro amici umani fanno da sfondo.
Chi ha scritto lo ha fatto seguendo l'estro personale e lo stile che lo caratterizza.
Io mi sono molto emozionato e conserverò nel cuore l'esperienza di questa lettura


Questa è la lista di tutti coloro che hanno partecipato sotto varie forme all'iniziativa:
Anna D'Alessio, Anna Maria Fabbri, Anna Lelli Mami, Barbara Businaro, Corinna Campanella, Daniele Imperi, Daniele Savi, Deborah Leonardi, Elisa Riddo, Emma Frignani, Gaspare Burgio, Giulia Mancini, Giuseppe De Micheli, Gloria Maria Magnolo, Licia Luisetto, Lucia Cabello, Marco Stabile, Maria Beatrice Venanzi, Michele Scarparo,Paolo Forte, Sandra Faè, Sandra Buttafava, Sara Gavioli, Serena Bianca De Matteis, Silvia Algerino, Stefania Lai, Tiziana Balestro, Velma J.Starling.

L'incasso delle vendite sarà devoluto alla Croce Rossa Italiana.

La raccolta ha il patrocinio dei comuni di Amatrice e Accumoli.


à QUI e QUI trovate alcuni siti dove trovare il libro (per i meno esperti basta cliccare sui vari QUI)

Propongo adesso alcuni incipit o frasi che mi hanno colpito. Preferisco offrirvi una panoramica di ciò che troverete piuttosto che annoiarvi con mie considerazioni personali che non possono che essere, ovviamente, entusiastiche. 
La scoperta del titolo dei singoli racconti la lascio a voi e alla vostra curiosità.

"In principio erano cani, lupi e un terremoto. Ora sono gatti e molti più amici."
SANDRA FAÈ

"… Il dopo terremoto come il dopo dei tanti disastri più o meno personali che
hanno colpito la mia vita come quella di tutti. E adesso gli amici gatti sono qui, in questo libro, per portare la stessa gioia a tutti quelli che lo vorranno leggere."
MICHELE SCARPARO

"Il suo nome era Scarlett ed era la rossa più maledettamente sexy che io avessi mai visto."
SANDRA BUTTAFAVA

"… Anche il bicchiere scivolò a terra, formando sul parquet una pozza rosso scuro impreziosita da alcune schegge di vetro…"
EMMA FRIGNANI

"Sto dando la caccia a un pettirosso. La coda dritta e i baffi che vibrano, pregusto il brivido del salto."
MARIA BEATRICE VENANZI

"… Da un piccolo anfratto creatosi tra i detriti fece capolino la testa di un grasso gatto persiano, il pelo folto e rossiccio. Altri calcinacci si smossero …"
DANIELE SAVI

"… Furono le uniche parole che Francesco urlò al fratello subito dopo i funerali in paese. Il terremoto aveva mietuto le sue vittime e la loro mamma non era l’unica della lista…"
TIZIANA BALESTRO

"Oggi sono nervoso.
Provo disagio, mi fanno male le ossa, ho fame e c’è un freddo insopportabile.
Questa strana atmosfera mi mette paura, non mi vergogno a dirlo."
PAOLO FORTE

"… Si tirò su a sedere e finì sul pavimento. Rotolò più volte, come se la casa fosse inclinata. Crepitii, rombi, boati si diffusero intorno e il bambino strillò, terrorizzato, mentre attorno a lui tutto crollava …"
DANIELE IMPERI

"Erano le otto di un mattino pieno di sole, la sveglia aveva già suonato diverse volte ma Vincenzo non aveva voglia di alzarsi."
GIULIA MANCINI

"… Glielo dicevano tutti i suoi sensi, mentre vagava per i campi immersi nel buio. E i sensi di un gatto randagio non sbagliano mai …"
CORINNA CAMPANELLA

"Fin dal primo istante ho capito che era Lui: Lui che mi avrebbe voluta, amata. Lui che dovevo ammaliare, irretire, convincere."
GLORIA MARIA MAGNOLO

"… In quel tempo ero solo un bambino, il più giovane dei monaci nel monastero di cui il santo Benedetto era abate …"
ANNA D'ALESSIO

"… No, umano, questo tono minaccioso non mi piace per niente, ti avviso; vedi di… ehi, per caso quello è cibo? …
DEBORAH LEONARDI

"Romeo, soriano con un occhio grigio e uno verde, la coda mozzata e le zampe troppo lunghe, era egoista. O, per lo meno, così dicevano tutti …"
LUCIA CABELLA

"I gatti lo sanno, glielo diceva sempre sua nonna, quando era piccolo ma, crescendo, l’aveva dimenticato. I gatti, diceva, vedono cose che gli uomini non vedono e sentono, anche."
LICIA LUISETTO

"Sono Buck Micio Mao, il Gatto Ufficiale di Bordo -modestamente - …"
GIUSEPPE DE MICHELI

"Carissimo nipote,
MiAO piace l’idea di scriverti questa lettera per darti qualche dritta."
ANNA LELLI MAMI

"La porta si aprì con uno schianto, spegnendo in un amen tutti gli schiamazzi e i rumori tipici di quell’ora. Due cupi figuri fecero il loro ingresso …"
MARCO STABILE

"Il gruppo degli audaci entrò nella casa diroccata, tagliando di sbieco le tenebre con la luce delle torce elettriche."
GASPARE BURGIO

"Simba sapeva di essere Simba, eccome se lo sapeva. Sapeva anche di essere il nostro Sfigatto."
BARBARA BUSINARO

"… La mia coda! L’urlo mentale fu talmente forte che Rhett balzò in piedi. Rossella continuava a guardarsi. La scarica di adrenalina fece sparire gli ultimi effetti dell’anestesia. Come può essere successo? Come, COME? …"
VELMA J. STARLING

"Gatto Bià amava starsene disteso vicino al molo, a osservare i pescatori riportare il bottino rubato al mare."
STEFANIA LAI

"La natura germogliava e colorava i prati, la vita brulicava industriosa dopo il letargo invernale."
ANNA MARIA FABBRI

"Donna Maria si stringe le mani: le dita sono ali secche di pipistrello, le nocche gonfie, le unghie artigli di chi non è più in grado di prendersene cura da solo. Borbotta un ronzio di preghiere, …"
SILVIA ALGERINO

"Frankie era brutto.
Non un brutto interessante o un brutto spiritoso o postmoderno, tipo certi quadri che sembrano brutti, ma se te li spiega uno che ne capisce diventano belli. No, era proprio brutto e puzzava anche un po’."
SERENA BIANCA DE MATTEIS

Cosa dire … COMPRATELO. Ne vale la pena.

venerdì 9 giugno 2017

Accendere una candela è meglio che maledire l'oscurità. Scelte


Leggendo il post di Marina Guarneri, che trovate QUI, mi sono sentito coinvolto. Ovvio, l'argomento figli, scelte, prese di posizione, mi tocca.
La lettura, oltre ad averla gradita, ha scatenato tutta una serie di considerazioni accessorie al punto che mi è venuta voglia di buttare giù due righe 😄😄😄 
Ovviamente sempre all'insegna dell'ironia, lungi da me prendere troppo sul serio le mie elucubrazioni
Probabilmente l'unico grande lascito che possiamo donare ai nostri figli è la forza morale di operare delle scelte. Razionali, coraggiose, oneste. Ovviamente tutto ciò prevede un duro lavoro di sostegno per permettere alla personalità dei nostri "cuccioli" di evolversi, svilupparsi, esplodere. Lo stile di vita moderno non aiuta. I filtri, la mediazione, sono tutte cose affidate in massima parte a ciò che attiene al virtuale.
Miliardi di immagini, di situazioni, colpiscono la mente di quelli che vengono definiti i"nativi digitali". Quando un concetto o un valore non è vissuto o elaborato profondamente si trasforma in una delle tante informazioni che attengono all'immaginario collettivo, ma senza sviluppo pratico. Oggi, più che mai, il lavoro del genitore è difficile. Sopratutto per noi che abbiamo dai quarant'anni in su. Siamo la generazione di mezzo tra coloro che sono usciti dalla seconda guerra mondiale e questo modo virtuale dove tutto si muove così velocemente da aver creato il fenomeno paradossale dell'immobilismo etico.
Mi vengono in mente le masse di idioti sapienti che dietro la protezione di un monitor pontificano, giudicano, colpiscono. Tutte persone istruite, addirittura colte, che spesso hanno una vita fatta di relazioni sociali quasi inesistenti, frammentarie, disorganizzate. Con orgasmi stimolati dalla digitopressione compulsiva sulla tastiera. Ma questo è un altro discorso.
Cosa significa scegliere? È soltanto formarsi delle opinioni scegliendo tra la grande massa di informazioni che i media ci forniscono? È identificare tra ciò che la grande informazione ci propone come più consono al nostro bagaglio di studi e di letture e quindi attinente al nostro corpus culturale?
Sì, possiamo affermare che spesso si tratta di questo. Dovrebbe bastare no? Sono cresciuto con dei principi, ascolto, valuto, mi formo una mia opinione, la esprimo. Tutto a posto no?
Un corno tutto a posto. Ci vuole, ci deve essere, una corrispondenza nella pratica quotidiana. Il pensiero si deve trasformare in azione. Le scelte, come i valori, devono rispecchiarsi nei nostri atti quotidiani. Ai nostri ragazzi va data la possibilità di studiare, di accrescere il bagaglio culturale, di sviluppare uno spirito critico, di essere in grado di riconoscere il barlume di vero dalla grande massa di cose verosimili. Devono imparare a essere. Ma tutto deve trasformarsi in energia cinetica. Tutto. A quel punto, della parola, preso atto dell'etimologia, mi interessa che si trasformi in eziologia di una grave forma di malanno: libertà e azione. Pratica quotidiana dello spirito indipendente, moto a luogo dei principi. Partecipazione e coinvolgimento fattivo. Come? Con la condotta quotidiana, con la costante capacità di ricercare il modo migliore di fare le cose a scuola, nel lavoro, in famiglia.
Zzo me ne frega di avere un figlio che si commuove per i terremotati se poi si comporta come uno stronzo con gli amici o i vicini di casa. Che si attiva con post sui social solidarizzando con gli immigrati se non aiuta la mamma a lavare i piatti. 'Nporta una sega che sia sostenitore di tutte le associazioni animaliste del mondo se quando incontra la vecchietta del terzo piano non la saluta nemmeno o non si offre di portarle la borsa della spesa. 

La butto sul ridere, ovvio. Esagero. Chi mi legge spesso sa che non riesco ad essere serio per più di due paragrafi.
Probabilmente ho raccolto in poche righe una tale massa di luoghi comuni da bastare per una vita intera.
Credo che un genitore debba compiere un grosso lavoro per incrinare a picconate quello schermo, quella bolla virtuale fatta di avvenimenti vomitati a milioni ogni singolo giorno, Avvenimenti che coinvolgono a livello percettivo, così pressanti e ripetuti da diventare però ipnotici. Alla fine si rimane immobili, spettatori di un mondo che incalza, ma noi fermi, passivi. Capaci di espressioni di sdegno o di compiacimento con il tempo di andare a pisciare tra una pubblicità e un'altra, con il tempo e la libertà di andarci a prendere un panino in attesa di una risposta su un post di facebook o un commento su "uozzap".
Insegnare ai nostri figli a coltivare i rapporti umani, a essere costruttivi in ambito scolastico e lavorativo, a muovere ogni tanto il culo invece che stare a fare soltanto chiacchiere. Ma i genitori devono esserci, non soltanto come procacciatori di vitto e alloggio, o compagni di gioco. Devono far sentire la presenza costante, anche a costo di sacrifici. Il dialogo deve essere continuo, significativo, aperto. Sopratutto ci vogliono gli esempi. Questa è la mission del terzo millennio. Tutte cose che sino a qualche decennio fa erano la normalità.
Come diceva qualcuno bisogna odiare gli indifferenti, è necessario essere partigiani. Ma un partigiano muove le chiappette sante, dà il buon esempio, agisce, non si limita alle attestazioni di principio. Non è possibile limitarsi a scrivere come schizofrenici editti sul giusto o l'ingiusto. Spacciatori di pensieri che ingannano con l'estensione per nascondere la mancanza di profondità.
La speranza è che i nostri "figliuoli" possano quindi utilizzare il grande dono della tecnologia e della rete con sapienza e divertimento. Divertimento e consapevolezza.
Leggere le declamazioni dei vari guru, con spirito leggero, le affermazioni dei nichilisti della domenica con il sorriso, ascoltare le concioni dei pluri mega super coltissimi et sapientissimi intellettuali da "circolo dei solitari avulsi dalla vita vera" con tenerezza. 


Adesso che vi ho rosolato, oppure se siete vegani scaramellato, le palle, lascio a tutti voi un segno della mia stima, siate certi che dopo la lettura di questo post non dovrete mai più dare prova del vostro coraggio. 
Qui sotto una bella canzone dei tempi andati, di quando si digitava di meno e si parlava di più


© 2017 di Massimiliano Riccardi

martedì 30 maggio 2017

Insieme raccontiamo 21. Alle volte la speranza è un palloncino colorato


Nuovo appuntamento con Insiemeraccontiamo. Appuntamento 21°
Come sapete Patricia Moll lancia un incipit e noi partecipanti proseguiamo in base all'estro del momento e in base ai nostri gusti. Tutto nell'arco di 300 parole, la difficoltà del gioco consiste in questo.

Partecipo con gioia. Sull'onda dell'emozione, ma con gioia.


L'incipit di Patricia

Stava affettando la cipolla per il ragù. La radio accesa a tenerle compagnia. Canticchiava sottovoce così come era capace, stonata e storpiando le parole inglesi.
Quasi a tradimento, dopo il mitico Elvis e il suo IN THE GHETTO, nell’aria si diffuse la voce roca e potente, inconfondibile, di Louis Armstrong.
Le note e le parole di WHAT A WONDERFUL WORLD entrarono nella cucina e dentro di lei.
Si fermò col coltello a mezz’aria come colpita da un pugno.
Come è bello il mondo… ma era bello davvero?

Il mio finale

Per un attimo il viso fu scosso da un tremito. Abbassò le mani. Lo sguardo corse sui lividi già vecchi che tinteggiavano di giallo la pelle delle sue braccia.
La radio continuava crudele. Di nuovo Elvis:
" Like a river flows
Surely to the sea
Darling, so it goes
Some things are meant to be…"
Già,
... come un fiume che scorre sicuro verso il mare. Dolcezza, funziona così
Certe cose sono destinate. Prendi la mia mano, prendi anche tutta la mia vita
perché non posso evitare di amarti...
Belle parole, purtroppo la sua vita era stata presa, ma non come cantava Elvis.
Guardò il suo bambino che disegnava tranquillo seduto al tavolino costruito dal nonno. Palloncini colorati ornavano i bordi. Non alzava mai lo sguardo quando era nel suo mondo di fantasia.
Erano fuggiti da quella casa con indosso soltanto una camicia da notte e un pigiamino. Alle spalle le urla del marito. 
Il tassista non aveva proferito parola mentre dallo specchietto guardava il suo viso tumefatto. Ricordava di aver sostenuto quegli sguardi, non era lei a doversi vergognare. Così come non aveva detto nulla il suo vecchio padre che l'aveva accolta. Un padre non ha mai bisogno di troppe parole, può solo esserci, sempre.
Altre note riempivano il vuoto. Si avvicinò al suo piccolo uomo. Gli accarezzò i capelli e si chinò a baciargli il capo.
Poteva ricominciare. Doveva ricominciare. Per lui. Lontano da tutto quel male, da quei gesti e quelle parole che feriscono.

Si lasciò trasportare dalle parole e dal Blues di Nina Simone. Nonostante alcune lacrime prepotenti e il nodo alla gola, sorrise. Tutto sommato il mondo poteva essere bello, davvero.




© 2017 di Massimiliano Riccardi