scrivere per vivere vivere per scrivere

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La lettura di tutti i buoni libri è come una conversazione con gli uomini migliori dei secoli andati. (René Descartes) ********************************************************************************************** USQUE AD FINEM

sabato 12 maggio 2018

Liberi i miei versi di Patricia Moll



COME GIUNCO

Son come giunco
Al vento
mi piego
fino a piegar la fronte
a sfiorar la terra.
Mi ferisco e sanguino.
Ma quando
il vento tace
mi rialzo
e
vivo

Ho introdotto il post con una poesia, l'autrice è una persona conosciuta da molti di coloro che bazzicano la blogosfera: Patricia Moll

Devo dire che rimasi sorpreso il giorno in cui appresi che aveva pubblicato una sua raccolta di versi. Sapevo che amava la poesia, addirittura da qualche anno sulla mia bacheca campeggiano un paio dei suoi lavori. Poi, un giorno:

LIBERI I MIEI VERSI

"E che c... Ehm, perbacco"😉, mi dissi. "Finalmente ha preso il coraggio a due mani e si è lanciata senza pudore o timori di sorta".
Conosco Patricia come una persona generosa, intelligente. La sua vita ha seguito percorsi che, talvolta, hanno attraversato le terre oscure della sofferenza, della malattia, del dolore. Luoghi dove la speranza rimane l'ultima risorsa a cui aggrapparsi.
Cosa accade quando si entra nella terra desolata dell'indefinito futuro? Della piena e vibrante coscienza della nostra finitezza? Le risposte sono molteplici, non voglio annoiare con disquisizioni che aprirebbero innumerevoli e diverse considerazioni. Non voglio perché questo non è un post triste, questa è la celebrazione di una cara amica, di una Donna, di una madre e moglie. Di una Donna che ha vinto e che guarda ai territori desolati lasciati alle spalle con un sorriso beffardo, per poco, però, perché la sua attenzione è attirata dall'oggi, al massimo da un futuro ancora da costruire.
Come spesso accade alle persone sensibili, le semplici parole non bastano per descrivere ciò che anima quello spirito segreto che comunica con l'universo. Che parla al Tutto in modo semplice, ma meraviglioso. Come meravigliosa è la naturalezza dello sbocciare delle gemme a primavera, o l'aprirsi di un banco di nubi dopo la tempesta.

Invito tutti a cliccare QUI. Acquistate la raccolta di LIBERI I MIEI VERSI.
Il prezzo è irrisorio, quasi simbolico. Quindi datevi da fare. Lasciate il primato dell'avarizia a me che son genovese,  acquistate.


Io trovo i miei versi intingendo il calamaio nel cielo.
                                   Alda Merini

martedì 24 aprile 2018

I Dolori del Giovane Massi (o era Werther), ovvero l'insostenibile leggerezza del… persistere








Orbene, è il caso di dirlo, manco da tempo ma finalmente mi sento pronto per ricominciare.
Mesi lunghi e difficili. Devo però anche ammettere che mi sono serviti per rivedere alcune priorità della mia vita.

Warning -- Spazio noia-mai na gioia, riassunto breve:

A novembre, dopo una caduta stupida quanto rovinosa, mi sono fratturato cinque coste e  procurato danni alla colonna lombosacrale. Dolori tremendi con limitazioni durante la deambulazione, e disagi che sarebbe scabroso elencare provocati dalla compressione sacrale. La ciliegina sulla torta è arrivata quando la terapia massiva a base di cortisone mi ha fatto uscire di testa con manifestazioni quasi bipolari del tipo depressione-pianto/euforia rabbia. Per fortuna tutto rientrato. Sempre il cortisone mi ha sputtanato al punto da farmi "vincere" puntate iperglicemiche tali da far temere l'inizio di un percorso da diabetico e delle belle crisi ipertensive. Ottimo. Può bastare no? 

No, non basta   Nel mentre, vuoi per i traumi costali, vuoi per chissà cosa, mi sono meritato un premio aggiuntivo, ta daaa, una bella pericardite che per poco non mi mandava a raggiungere il walhalla. Va bene, finirà, a tutto c'è rimedio. Alla fine vinco io, ecchekaiser  
End of danger --- Fine spazio noia-mai na gioia.

Ovviamente io sono naturalmente portato a trovare il lato positivo di ogni cosa. Di lati positivi ce ne sono stati parecchi. Alcuni colleghi, pochi a dire il vero, si sono fatti sentire e mi hanno confortato, gli amici in compenso non mi hanno abbandonato, molti blogger mi hanno periodicamente contattato per avere mie notizie, via mail, tramite face book, addirittura telefonandomi. Ho avuto la conferma di avere una moglie con i contro coglioni che mi ha supportato in tutto (sopportato sarebbe il termine giusto   avete idea di cosa significhi avere un maschietto a casa con la bua? Du palleeee  )
Ho terminato il mio terzo romanzo, wow. Magari qualcuno me lo pubblicherà, boh speriamo. Vedremo. Sto lavorando al quarto, un romanzo storico iniziato tempo fa e ora ripreso. Contemporaneamente lavoro anche per documentarmi in previsione della stesura del terzo romanzo che riguarda le mie "avventure americane". Insomma, vorrei concludere con una bella trilogia il discorso iniziato con Joshua e Tutto è tenebra.
La cosa più importante che ho ricavato da questa esperienza debilitante che mi ha costretto a uno stop forzato, è un tipo di consapevolezza che oserei definire illuminante.  


Quando sei costretto a rivedere molte delle faccende che ruotano intorno alla tua vita, si inizia per forza di cose una sorta di processo di "individuazione". Cerchi di capire chi stracazzo sei, di capirlo meglio, quantomeno. Diventa facile, perché la ridotta interazione sociale ti porta a eliminare tutta quella serie di comportamenti emulativi che la società impone e che, gioco forza, più o meno consapevolmente, ci condizionano. Alla fine scavi e cerchi di ricordarti chi sei, cosa vuoi, cosa ti rende felice. Quindi uscendo dai comportamenti collettivi, in qualche misura ho ritrovato me stesso, perché devo ammettere di essermene spesso dimenticato.
Nulla di che, niente di trascendentale. Alle volte, uno stop, o un piccolo passo indietro, aiutano a riscoprire dettagli che durante la corsa per la vita non hai colto. Aaah la fretta, la maledetta fretta  
Infatti, mi son detto: "Cazzo, sono un guerriero, lo sono sempre stato. Ho vinto battaglie su battaglie. Vuoi vedere che rischio però di fare come quel tal Pirro che alla fine perse la guerra?"
Quante lotte e quanto spreco di risorse emotive per raggiungere risultati alla fine così poco funzionali alla costruzione del sé. La giusta miscela tra il sé ideale e il sé percepito, ovviamente. Vi avviso che non so di cosa sto parlando, ma suonava così bene    




Scherzi a parte e per concludere, sono felice di essere tornato a scrivere sul mio blogghetto, mi auguro di poter rinsaldare gli ottimi rapporti del passato con chi in questo periodo si è sentito trascurato da me.

Aspettatevi una sfilza di post inutili 


Per adesso vi dedico una canzone intelligente, per il futuro non garantisco 








© 2018 di Massimiliano Riccardi

domenica 24 dicembre 2017

Auguri di Buon Natale diversamente utili


Eccoci qui. Il Natale è giunto. Non voglio farmi frenare dall'impeto dissacratorio che sembra cogliere molti in questi giorni. Io gli auguri di Buon Natale li faccio. Perché è giusto farli, non c'è nulla di male, inoltre penso che le battaglie anticonformistiche meritino ben altri obiettivi.
Quindi, Buon Natale!
Che la gioia aumenti in coloro che ci credono, che la pazienza vinca sulla ritrosia di chi odia queste feste, che la serenità colga chi vive questo periodo dell'anno come momento di riflessione o di rimpianto guardando le sedie vuote intorno al tavolo addobbato per il Pranzo.
Sparare a zero sul Natale è un po' come sparare sulla croce rossa, ogni società ha bisogno dei suoi riti per tentare di sentirsi migliore. Che ci riesca o no poco importa. Ogni singolo momento di riflessione ha in sé il germe del cambiamento, non è colpa del Santo Natale se abbiamo trasformato tutto in un baraccone  consumistico pseudo religioso.
Quindi, ancora Buon Natale.

Per me il Natale sarà guardare con compiacimento il mio bambino di sei anni che aprirà gli occhi con stupore, meraviglia e senso di aspettativa. Alla fine, poi, è tutto lì no? Rispecchiarsi negli occhi di chi è ancora innocente per tentare di essere qualcosa di diverso, di più bello. Non è forse il senso di quel bambinello nella mangiatoia?

Per parte mia, in merito ai buoni propositi, dico quello che scrissi anche l'anno scorso: 
"farò quello che posso, sono soltanto un essere umano"




© 2017 di Massimiliano Riccardi

giovedì 14 dicembre 2017

Il margine dell'alba - di Mariangela Cerrino


Desidero presentarvi un romanzo storico dell'autrice Mariangela Cerrino:
IL MARGINE DELL'ALBA (Golem Edizioni)

La storia è ambientata nel '500, lo sfondo è quello del drammatico scontro tra cattolici e riformati. L'azione principale  si svolge nelle valli e sulle montagne a cavallo delle Alpi, un vero e proprio esempio di tentativo di quella che oggi viene definita "pulizia etnica" a danno della comunità Valdese. Stragi e uccisioni di massa, persecuzioni, devastazioni, il tutto visto con l'occhio di alcuni protagonisti che vedono lo stravolgimento delle loro esistenze. Personaggi realmente esistiti e fatti accaduti si confondono con naturalezza tra i personaggi nati dalla fantasia dell'autrice. Alla fine, tutto ciò che rimane è la vicenda umana dei protagonisti così magistralmente narrata dall'autrice.

«È così che ti prende. All’improvviso. E ti accorgi di non essere più
dove sei, ma da qualche altra parte, lontano, e vedi il tuo corpo di sangue
aspettare la tua anima, che fugge, a cercare cose che i tuoi occhi non
sanno più vedere… La tristezza è l’ombra di una nuvola su di un prato
fiorito, in un giorno di festa. O il gelo del buio, sul margine dell’alba.»

Uomini e donne che lottano per la libertà di pensiero, altri che utilizzano il simbolo di Cristo come pretesto per annientare coloro che non vogliono allinearsi. Storie d'amore che tentano di sopravvivere nonostante tutto, uomini di fede e d'arme che senza remore si lanciano incontro alla morte in nome dell'onore o degli ideali.

«Sei uno dei pochi che non si fa comprare, né con la ricchezza né con il potere. In questo nostro tempo dove tutto ha un prezzo, persino la salvezza dell'anima, io trovo questo fatto un evento straordinario.»


Come me vi innamorerete di personaggi come il terribile e controverso capitano Lacazette (il veramente esistito Jean Louis Arlaud, conosciuto come capitano Lacazette), del magnifico Etienne de Villard barone des Allards, delle meravigliose protagoniste femminili Félicienne Borel e Eliselle Combin, come di tutti gli altri.

«Mi piace pensare che il Paradiso possa essere soltanto questo: il luogo più caro del cuore, al fianco di quelli che hai davvero amato. Null'altro. Forse la vera fede è soltanto amore.»


La scrittura di Mariangela Cerrino è potente, evocativa, trasuda amore per i luoghi delle sue origini famigliari: la Val di Susa, il Piemonte in generale, le Alpi marittime ma anche la Savoia. Terre aspre, e al contempo rigogliose e fiere, che nello scacchiere politico religioso dell'Europa del XVI° secolo hanno vissuto una delle pagine più brutali legate all'intolleranza religiosa.

"I ricordi che non si possono cancellare sono tra i nemici più pericolosi. Fanno nascere le leggende e divampare le rivolte."

I parallelismi con le vicende drammatiche che scuotono i nostri giorni sono molti. L'odio e l'intolleranza, a quanto pare, sono il segno di quanto poco l'essere umano abbia imparato dalla storia.

Sinossi

Anno 1540. Sullo sfondo di un’Europa lacerata dall’eterno scontro tra Francia e Spagna e dalla contesa tra cattolici e riformati, si intrecciano le vite di Jean Louis Arlaud e di Etienne di Villard. Il primo, figlio di un notaio di Oulx, ha come unica aspirazione quella di combattere e guadagnarsi il potere e la nobiltà; il secondo, ultimo erede di una famiglia valdese distrutta dall’Inquisizione, è stato cresciuto come un cattolico, ma è sempre accompagnato dall’ombra del sospetto, da un’inestinguibile sete di giustizia e dal suo spirito di tolleranza, che lo rende estraneo alle ambizioni dell’amico.
Ma quando gli equilibri si spezzano, si accendono i roghi e le persecuzioni sfociano in un’aperta guerra di religione, Etienne dovrà compiere una scelta e trovare la sua strada, la sola che Jean Louis, ormai conosciuto come capitano Lacazette, non può e non vuole percorrere.
Tra emozioni, scontri, patti e tradimenti, mezzo secolo di storia, luoghi vissuti, memorie da non dimenticare e personaggi artefici del proprio destino.
Il margine dell'alba è un romanzo che mi sento di consigliare a tutti. L'ennesima prova della bravura di una delle autrici più complete e poliedriche del panorama editoriale italiano: Mariangela Cerrino.

Per informazioni sulla vastissima produzione letteraria di Mariangela Cerrino cliccate QUI per accedere a wikipedia, oppure QUI per visitare il suo sito personale. QUI per acquistare subito il libro.

© 2017 di Massimiliano Riccardi

giovedì 30 novembre 2017

Insieme Raccontiamo. Really want to be with you





Con piacere partecipo al gioco di Patricia Moll che con il suo Myrtilla's House ha lanciato questa bella iniziativa di aggregazione: "Insieme Raccontiamo". Edizione 27 


Patricia scrive un incipit e noi aggiungiamo un finale.
QUI le regole del gioco e la descrizione dell'iniziativa-
Spero di darvi qualche istante di divertimento con questo mio raccontino.


 Il suo incipit
Si stava preparando il caffè pensando a cosa avrebbe dovuto fare per sistemare una determinata questione. La tivù era accesa come sempre, un sottofondo che ormai quasi non sentiva più.
Improvvisamente il volume audio si alzò in maniera assordante. Si voltò. La tazzina le cadde dalle mani.
C’era una sua foto sullo schermo. Una foto di tanti anni fa, quando ancora era una ragazza piena di speranze e carina.
“Vi mostriamo la foto della ragazza scomparsa. Chiunque la vedesse è pregato di rivolgersi alle Forze dell’Ordine. Ricordiamo che è introvabile da ieri pomeriggio e che al momento della sparizione indossava blue jeans azzurri, felpa rossa con la scritta bianca my sweet love, scarpe da ginnastica blu. Risponde al nome di….”

Il mio finale

Non ascoltò altro. Conosceva benissimo quel nome. La televisione tornò a trasmettere a volume basso. Altre immagini. Decise di spegnerla.
La donna si chinò a raccogliere i cocci caduti.
In silenzio.
Grosse lacrime lambivano le palpebre arrossate. Quando alla fine presero a scendere sulle guance, lo fecero lentamente. Calde, consistenti. Attraversando il corridoio che dalla cucina portava alla camera da letto, si soffermò a guardarsi nello specchio che sovrastava una vecchia consolle in legno. Non era più la bellezza di venticinque anni prima, ma restava sempre una bella donna, per quanto le rughe amare di espressione rendessero il volto più cupo, quasi dolente.
Giunta in camera si spogliò davanti all'ennesimo specchio dell'armadio e si coricò a letto. La fitta al petto che l'aveva accompagnata tutto il giorno si fece prepotente. Non ebbe paura. Aspettò.
Di nuovo la televisione prese vita. Una vecchia canzone risuonò a tutto volume. Ancora una volta non si spaventò. Portò le mani al petto e premette con tutta la forza. Sentì una pressione delicata sul dorso delle mani. Aprì gli occhi.
Sua sorella era lì accanto a lei, seduta sul bordo del letto. Bellissima. Giovane.
La sua gemella.
«Ti ricordi quanto ci piaceva cantare quella canzone?»
La donna disse di sì con un cenno del capo. Il dolore al petto era svanito.
«Ti ricordi come ci arrabbiammo quando facemmo stampare la scritta sulla felpa e ci ritrovammo scritto love invece di Lord?»
La donna sorrise per quell'equivoco che poi, invece, le aveva divertite
«Vieni con me, andiamo.»
Tenendosi per mano si avviarono. Lo sguardo della donna cadde sull'immagine riflessa sullo specchio da camera, vide due ragazze identiche, ambedue indossavano una felpa rossa con la scritta bianca "my sweet love". Subito dietro, nel letto, il corpo sdraiato di una donna più matura. Il volto sereno, le rughe di espressione distese in un lieve sorriso.
Le note di My sweet lord continuarono a riempire la casa, la voce di George Harrison intonava dolcemente … I really want to see you
Really want to be with you
Really want to see you, Lord

But it takes so long, my Lord...


© 2017 di Massimiliano Riccardi

mercoledì 15 novembre 2017

Tutto è tenebra


Con grande piacere annuncio che il mio secondo romanzo ha visto la luce. Quando in una casa nasce una nuova vita, non si può che gioire. Per quello che mi riguarda ogni libro è come un figlio.

TUTTO È TENEBRA 
Edizioni Cinquemarzo

Titolone altisonante, direte voi. Dovrete perdonarmi 😉
Mi è piaciuto da subito, anzi, è proprio partendo dal titolo che la storia ha incominciato a svilupparsi nella mia mente. Chi mi conosce come autore sa bene che amo descrivere personaggi che non sono mai del tutto eroi come non sono nemmeno assolutamente cattivi. Questo per quello che riguarda i protagonisti principali. Il male, così come la cattiveria, esiste, ovvio, ma a fare da contraltare c'è anche l'amore, esistono l'amicizia e l'abnegazione, e tutto quel corollario di spinte motivazionali che fanno dell'essere umano qualcosa di bello.
Come adoro fare, e come feci a suo tempo per Joshua, ho voluto tratteggiare le caratteristiche di uomini e donne che sono nel bel mezzo di quel confine che separa la luce dalle tenebre. Parlo di lotta, racconto di tormenti, narro d'amore. Ovviamente in chiave di romanzo assolutamente d'evasione. Ho cercato di non calcare la mano sugli aspetti più truci della storia, ho privilegiato i protagonisti. Anzi, questa volta mi sono lasciato prendere la mano e ho voluto esplorare i territori della narrativa di genere, più thriller con una bella impronta noir che non guasta. Forse chi ha letto Joshua troverà meno pathos, forse, ma sicuramente troverà interessanti le dinamiche umane che ho tentato di sviluppare. Ho ripercorso i sentieri del midwest che già avevo esplorato, ho riconosciuto i luoghi che ho amato, ho capito che avevo ancora qualcosa da dire in merito alle vicende di uomini eternamente in lotta contro il male, ma soprattutto sugli esseri umani immancabilmente in contrasto con la parte oscura del loro essere.
Spero possa piacervi questa ulteriore digressione sui sentimenti, sull'odio e l'amore, la violenza, ovviamente tutto in chiave avventurosa e assolutamente mirata a intrattenere piacevolmente. Spero.
Questa è la quarta di copertina del romanzo:

Una caccia al killer si rivela un gioco delle scatole cinesi: narcotrafficanti, servizi segreti, polizia, agenti federali, fanatici religiosi, logge segrete... Tutto appare confuso. L'amore e l'abnegazione sono le caratteristiche di alcuni poliziotti che scoprono a loro spese il labile confine tra legge e giustizia. Da che parte stare? Scegliere tra la luce o le tenebre, oppure decidere di percorrere quella lunga linea grigia anche a costo di rinunciare a se stessi?

Il romanzo è stato scritto nel 2016, mi dispiace di non aver calcato la mano su aspetti che si sono rivelati quasi premonitori. Ci sono dettagli della narrazione che evocano personaggi attualissimi della politica internazionale. Vai a sapere…
Adesso la palla passa a voi lettori, a voi il compito di far crescere il pargolo e di sostenere il suo papà. La casa editrice è piccolina ma prestigiosa, ci saranno problemi e attese nella prima fase di distribuzione, ma voi tenete duro, comprate, prenotate, siate vicini a questo "scribacchino" agli esordi.
L'unica cosa che mi auguro di cuore è di riuscire a intrattenere piacevolmente chi leggerà il mio romanzo, quindi non posso che augurare a tutti un buon divertimento con
TUTTO È TENEBRA 

Il romanzo si può acquistare prenotandolo nella vostra libreria di fiducia oppure nei bookstore on line
 QUI sul sito di LaFeltrinelli, QUI su Amazon, QUI su ibs.it, QUI su LibreriaUniversitaria.it, QUI su Hoepli.it, QUI su libroCo, QUI sul sito della casa editrice Edizioni Cinquemarzo, QUI su Unilibro. Presto sarà anche su Mondadori.

Fine della tiritera promozionale. Adesso aspetto il vostro parere dopo la lettura di Tutto è tenebra.

Ah, a proposito, se volete farmi un regalo inviatemi una foto con il libro acquistato, sarò felicissimo di inserirla nel mio sito, se siete timidi basta una mano che lo sorregge (quindi occhio alla manicure 😃 )

 -- Aggiornamento post del 21 novembre 2017---
Booktrailer preparato artigianalmente da me, la fantastica colonna sonora composta e regalatami dal grande Salvatore Anfuso


© 2017 di Massimiliano Riccardi

domenica 10 settembre 2017

Insieme Raccontiamo 24. Le scogliere di Moher




Appuntamento numero ventiquattro con Insieme raccontiamo

Il gioco di Patricia Moll compie due anni ed è sempre una grande gioia partecipare.
Per ricordare le regole vi rimando QUI, più brevemente, rammento a chi non conosce il meccanismo che Patricia lancia un incipit, e noi proseguiamo il racconto con un finale a tema libero.
Questa volta mi sono lanciato  con un tipo di argomento che mi garba molto ma che difficilmente tratto. Giudicate voi il risultato. Ho preparato tutto oggi in fretta e furia, ultimo giorno utile per giocare con voi. Non potevo mancare.
Mi scuso con tutti gli altri blogger per la mia latitanza, ma come ho spiegato nel post precedente sono giorni pesanti.
Rimedierò e mi farò perdonare.

L'incipit di Patricia:



“Ci son strade che portano ovunque
Ci sono incroci che portan lontano
Ma quando vedrai
un cervo che scappa
un serpente che attacca
e di un uomo le gambe soltanto
saprai che sotto al varco dovrai passare
e il pericolo andare ad incontrare.” 
Ok! Poteva andare bene e incominciò a spedire gli inviti.



 Il mio finale:

I giorni trascorsero lenti. Tempo sospeso.
Attese l'ultima risposta prima di aprire tutte le lettere giunte.
Quando fu il momento lesse. Lesse tutto lasciando al cuore e all'anima il compito di interpretare.
Riprese in mano una delle missive che l'aveva maggiormente colpita:
"Danza laggiù sulla riva,
perché ti dovresti curare del vento o del ruggito delle acque?
Libera i tuoi capelli umidi di salsedine.
Sei troppo giovane per aver conosciuto il trionfo dello sciocco o l'amore perduto non appena conquistato, o la morte del miglior lavoratore mentre tutti i covoni sono ancora da legare.
Perché dunque dovresti temere il mostruoso gridare del vento?"

La donna si alzò. Avvicinandosi alla finestra, scorse subito oltre l'agitarsi del mare, percepì il soffio impetuoso del vento. Il mare scuro si abbatteva sulle scogliere di Moher.
Lei, l'ultima Caileach, l'ultima maga d'Irlanda aveva appena scelto chi avrebbe continuato la missione.
La scelta era caduta su colei che non aveva fornito risposte, sull'unica che immaginava altro e altrove, e che poneva soltanto domande.

La battaglia contro la Primavera poteva ricominciare, la superbia dell'uomo doveva essere mitigata. Un nuovo Inverno sarebbe giunto. Implacabile, a ricordare che la Grande Madre Terra esigeva rispetto.



© 2017 di Massimiliano Riccardi