scrivere per vivere vivere per scrivere

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La lettura di tutti i buoni libri è come una conversazione con gli uomini migliori dei secoli andati. (René Descartes) ********************************************************************************************** USQUE AD FINEM

mercoledì 12 agosto 2015

ANTOLOGIA DI SPOON RIVER di Edgar Lee Masters


Che cosa insegna la vita? Che cosa rimane di noi? Perché commettiamo gli stessi errori, incessantemente, al punto che la storia sembra quasi un gioco perverso destinato a ripetersi? Chi di noi può tirare le somme e a buon diritto dire la sua sullo scopo dell'esistenza umana?
Non è possibile dare risposte, se non illusorie e mediate dalle esperienze personali. Soltanto l'arte ci viene in aiuto, con frammenti di pensiero fissati su carta, sulla tela o con melodie destinate all'eternità.
Un grande poeta, uno scrittore, tentò più di un secolo fa un esperimento artistico che impresse nelle coscienze di allora una sorta di marchio d’inquietudine.
Era il 1914, Edgar Lee Masters pubblicò sul Mirror di St. Louis la prima delle poesie che diventeranno, una volta raccolte, L'ANTOLOGIA DI SPOON RIVER.

Un esperimento ardito: a parlare saranno i morti, gli unici ad aver visto tutto e a conoscere l'epilogo di ogni cosa.
Ogni poesia proposta sotto forma di epitaffio. Chi meglio dei morti può a buon diritto dire la sua in merito agli accadimenti della vita.
Un escamotage narrativo brillante, il racconto è spesso crudo, drammaticamente realistico. Immensamente malinconico, a tratti crudele e derisorio.
Un dito puntato contro i benpensanti, gli ipocriti, talvolta dal tocco lieve, tenero e consolatorio, ma soltanto verso le anime fragili e semplici.


Le poesie colpiscono per lo stile che non è mai declamatorio. Il risultato, nelle intenzioni dell'autore, non doveva apparire stucchevole. Masters, volle e ottenne che la prosa predominasse sulla rima.
I morti, attraverso le lapidi, ci lanciano messaggi, ci accusano, ci deridono, tentano di consolarci, ci raccontano cose minute e banali ma altrettanto importanti perché piene di vita, sentimenti, amore, piccoli egoismi, grandi tormenti.
I defunti appaiono distaccati, quasi annoiati. Il peggio o il meglio per loro è passato. I messaggi sono tanto più veri quanto più appaiono disinteressati. I trapassati non devono convincerci di nulla, raccontano e basta. Non ci sono formule o trattati che schiudono gli occhi agli ignavi. Una vera risposta non esiste. Le grandi tematiche esistenziali continueranno a essere dibattute, forse sarà così per sempre.
L'Antologia di Spoon River ci permette soltanto di riflettere una volta di più, in modo distaccato. In qualche misura è assolutoria nei confronti dei nostri limiti, perché a raccontarci della vita, saranno i defunti. Loro parleranno in vece nostra, loro si faranno carico di tutti i peccati del mondo, a noi non rimane che immaginare una sorta di resurrezione dalle nostre miserie. Ammesso di riuscire a coglierle.
Spesso dietro affermazioni apparentemente banali, epitaffi semplici e scarni, ritroviamo spunti per verità più grandi, sconvolgenti.
Edgar Lee Masters, un autore attualissimo, perché, a quanto pare, siamo ancora tutti immersi nel marasma emotivo, alla ricerca incessante di risposte o di soluzioni.
Un capolavoro. 

Consigliato.

© 2015 di Massimiliano Riccardi.

lunedì 10 agosto 2015

L'ANGELO DELLE TENEBRE di Caleb Carr ( 1998, Thriller )


Ci sono tematiche dure da digerire, cose che preferiremmo non sentire ne vedere. Impossibili da concepire. Partendo da questo assunto Caleb Carr ci regala un thriller mozzafiato. 
La cornice è la New York del 1897, gli Stati Uniti vivono situazioni di tensione con la Spagna, venti di guerra scuotono le rispettive bandiere, siamo prossimi alla guerra Ispano-Americana, gli interessi in ballo sono molti: l'annessione di Portorico, l'egemonia su Cuba, il controllo dei traffici marittimi grazie alle basi nelle Filippine. Nel bel mezzo di questo caos tra i due governi, viene rapita la figlia piccola di un importante diplomatico spagnolo. Parte un implacabile caccia all'uomo, gli investigatori sanno che si tratta di una lotta contro il tempo, difficilmente i casi di rapimento di bambini hanno un esito felice se non vengono risolti a breve termine, inoltre, la posta in gioco è molto più alta, questo mistero potrebbe essere la miccia per scatenare la rottura definitiva tra le due nazioni e mettere il governo americano dalla parte del torto. Personaggi storici realmente esistiti partecipano alle indagini. Le piste da seguire sono molte, le tracce portano verso direzioni inaspettate, omicidi seriali di bambini. Sotto gli occhi di tutti, degli innocenti vengono assassinati, omicidi irrisolti perché nessuno vuol credere a quello che sarebbe palese se non esistesse il pregiudizio. Un tabù duro da superare nella società della fine dell'ottocento. Le menti rifiutano di prendere atto della sconvolgente verità. Una verità scomoda. Atmosfere cupe, tenebrose, personaggi foschi dalla doppia personalità, una New York violenta, brutale, squallida, luci e ombre che si intrecciano. La storia è crudele e inquietante. Consigliato.

© 2015 di Massimiliano Riccardi. 

sabato 8 agosto 2015

UN LUPO MANNARO AMERICANO A LONDRA - Americani in vacanza: uffa questi europei, dalla Transilvania alla brughiera tutto un pullulare di mostri

Bisogna dirlo, perché è così, dagli albori del cinema il pubblico americano è condizionato dall'idea che la vecchia cara europa sia tutto un pullulare di vampiri, licantropi, mostri di Frankenstein, mummie vaganti, golem, dottori bipolari come Jekyll e chi più ne ha... ne metta. La filmografia è ricchissima, filmoni e filmetti, di tutto un po'.
Ci offendiamo? Naa, se lo scotto da pagare per essere vittima di stereotipi è gustarci molti dei capolavori che Hollywood ci ha regalato... possiamo sopravvivere e superare il trauma.
Nel 1981, un giovane, un trentunenne di Chicago decide di dare una svolta al mondo dell'horror: paura; effetti speciali innovativi per l'epoca; colonna sonora magnifica di Bernstein e con pezzi di Sam Cooke, Van Morrison, Creedence Clearwater Revival; umorismo macabro; azione; make-up artist da premio oscar. Insomma un vero e proprio insieme di fattori destinati a creare un cult della storia del cinema. Quel giovane è John Landis, dopo il grande successo di Animal House e The Blues Brothers, decide di tornare sui suoi passi e memore del gusto che gli aveva procurato il suo film di esordio Slok (horror satirico), del 1973 ma uscito in Italia nell'82, scrive e dirige Un lupo mannaro Americano a Londra. 
                                 (John Landis saluta la concorrenza: "io sono un genio, voi non lo so")
La trama è persino troppo scontata, addirittura un chiaro riferimento a "Il mastino dei Baskerville", quindi nulla di nuovo sul fronte della narrazione, non ve la racconto, la trovate QUI.
La grandezza di questo filmone, filmaccio, filmissimo, è nella giusta miscela degli elementi che abbiamo elencato prima. Non credo di essere una voce isolata nel deserto se uso ad alta voce il termine CAPOLAVORO. 
Il film ottiene, giustamente, un grosso successo di pubblico. Non voglio annoiarvi con altri dettagli, che per altro sono stranoti e reperibili sul web, voglio solo consigliare 97 minuti di spettacolare e divertentissimo cinema d'autore. Quindi, armatevi di dvd, blu-ray, vecchie vhs e godetevi lo spettacolo... ma sopratutto...guardatevi dalla luna ragazzi.

© 2015 di Massimiliano Riccardi

giovedì 6 agosto 2015

mercoledì 5 agosto 2015

LA MANO DEL MORTO




È incredibile come spesso storia, leggenda e presente siano uniti da un unico filo. Soprattutto è incredibile come tutto si fonda formando l'immaginario collettivo rendendo difficile distinguere ciò che è mito e quello che è reale.

Ci sono personaggi diventati leggendari la cui vita è stata segnata da violenza e lotte, che riescono addirittura a caratterizzare un'intera epoca, come ad esempio quella del lontano west. Uno di questi personaggi è James Butler Hickok sopranominato Wild Bill Hickok "il principe dei pistoleri".

 Un uomo duro, spietato, già famoso in vita per le sue imprese grazie ad articoli della stampa delle grandi città dell'est che esaltavano le gesta dei pionieri del, per allora, lontano ovest. Nasce nel 1837 nel Kansas, prima contadino, poi desideroso di rendersi utile partecipa ai primi movimenti antischiavisti, la brama di avventure lo porterà a far parte dei mitici e coraggiosi Pony Express. Nel 1861 inizia la sua fama: in uno scontro a fuoco uccide il capo di una famosa banda di fuorilegge, un certo Dave McCanles. Con lo scoppio della guerra civile si arruola nell'esercito dell'Unione operando come Scout e distinguendosi per coraggiose azioni di esplorazione in territorio nemico. Al termine della guerra lavora, su incarico del governo, come U.S. Town Marshall, una specie di sovraintendente di tutti gli sceriffi delle lande del west ancora in corso di civilizzazione. Dopo questa esperienza passa all'attività di sceriffo nelle città che pagavano meglio e che più avevano bisogno di un Marshall determinato e senza paura. Epiche sono le gesta nelle città di frontiera come Hays City, Abilene e Deadwood. 

Proprio a Deadwood termina l'avventura del "selvaggio Bill". Durante una partita di poker, nel saloon Nuttal & Mann's, un certo John "naso rotto Jack" McCall gli spara alle spalle uccidendolo, una vera e propria esecuzione che risulterà essere un omicidio su commissione di antichi rivali. Wild Bill cade lentamente e in silenzio dalla sedia colpito a morte, stringendo tra le mani una combinazione di carte che passerà alla storia come "la mano del morto": Una doppia coppia nera di 8 e di assi. È il 2 agosto 1876. Fiori e Picche, storia e leggenda, vita e morte, gioco e destino. Strana la sorte, alle volte l'unica eredità è un giro di carte in una mano a poker.

                                                           Wild Bill insieme ai suoi cari amici Buffalo Bill e Texas Jack



© 2015 di Massimiliano Riccardi.

martedì 4 agosto 2015

Ai confini della realtà (twilight zone). E se capitasse davvero?


Ho spesso immaginato la fine del mondo, ovviamente con i dovuti scongiuri avendo figli. Pensando alle cose che amo di più e volendo mettere in scena la più delirante delle situazioni, ho ipotizzato di rimanere drammaticamente e inesorabilmente solo. Niente più amici, niente donne, niente famiglia, nessuno a farmi compagnia. Tremendo. Poi nel girovagare in mezzo alle macerie desolanti di questa apocalisse,  mi rendo conto che qualcosa è rimasto. Il tempo. Tutto il tempo che voglio. I libri, tutti i libri del mondo a mia disposizione. Una delle passioni più grandi della mia vita finalmente verrà assecondata, la mia sfrenata e compulsiva voglia di leggere tutto è finalmente pronta per essere definitivamente soddisfatta.
Ovviamente, come nella migliore tradizione delle sfighe sempre in agguato, cado e mi rompo gli occhiali. DIO MIO!!! La fine.
I più vecchiotti hanno già capito che questa storiella è rubata di sana pianta da una puntata di "Ai confini della realtà" (twilight zone), e in particolare dall'episodio memorabile che vede protagonista Burgess Meredith in "Tempo di leggere".
(Burgess Meredith nel celebre episodio Tempo di leggere (1959), 8º della Stagione 1 de Ai confini della realtà, il 1º ad essere trasmesso in Italia 1962)

Per chi ha tempo e voglia di svagarsi durante le vacanze con qualche vecchio film e telefilm, consiglio di recuperare le puntate di questa straordinaria serie tv. Troverete tutti gli ingredienti del fantasy e dell'assurdo che hanno creato quel tipo di cinematografia "di genere" che ancora oggi apprezziamo.
Ai confini della realtà: consigliato.


© 2015 di Massimiliano Riccardi


sabato 1 agosto 2015

L'invito più bello della storia 1000 fans: Foo Fighters come to play in Italy

Gustatevi questo video incredibile girato in Romagna (Cesena). E' di una bellezza commovente, mille (1000) rockers suonano e cantano all'unisono per chiedere a Dave Grohol (ex dei Nirvana), leader dei Foo Fighters di venire a suonare in italia e precisamente a Cesena. Fantastico.



Ma che bella gioventù, posto meraviglioso, bella musica.